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Il silenzio dei sovranisti sullo stupro della ragazza etiope a Roma

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Una ragazza di 21 anni ha denunciato di essere stata stuprata da tre persone nella notte tra sabato e domenica nel piazzale antistante al Factory, una delle più note discoteche romane. La ragazza, che è stata soccorsa dal titolare della discoteca e dal fratello, ha raccontato di essere stata violentata da un ragazzo conosciuto all’interno del locale e da altri due amici. Dopo averla stuprata i tre si sono dati alla fuga. Curiosamente però il Ministro dell’Interno Matteo Salvini – che come sappiamo riceve ogni mattina il rapporto dei crimini commessi e delle operazioni di polizia – non ha detto nulla.

Per questa volta Salvini non parla di castrazione chimica per i colpevoli

Forse il titolare del Viminale si è distratto, oggi è a Palermo per la giornata del ricordo della strage di Capaci, però il dubbio che il motivo sia un altro viene. La ragazza violentata infatti è di origine etiope. Ed è questo particolare che forse ha bloccato la mano di molti sovranisti famosi che ogni volta che un negro stupra una donna bianca sono sempre in prima linea a chiedere la castrazione chimica o altre pene medievali. Questa volta invece nulla. Della nazionalità dei presunti violentatori non si sa nulla, potrebbero essere italiani, potrebbero essere stranieri. Ma non è rilevante. O almeno non dovrebbe esserlo.

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Inutile ricordare che tutte le volte che il violentatore è straniero, meglio se africano, Salvini non si fa problemi a parlarne o a farne il nome. Lo fa dicendo che non può farlo altrimenti lo accusano di razzismo. Ma quando si è trattato di parlare dello stupro per il quale erano stati denunciati un consigliere e un attivista di CasaPound Salvini si è guardato bene dal dire di quale stupro parlava.

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Per la ragazza etiope violentata – sul suo corpo in ospedale sono stati trovate tracce compatibili con una violenza sessuale – Salvini non ha trovato il tempo per fare un piccolo post, un tweet, nulla. Ma non è l’unico a stare zitto.

Giorgia Meloni è occupata a passeggiare sul Tevere

Tace Giorgia Meloni, impegnata invece in un tour del “degrado” romano a base di frigoriferi abbandonati sulle sponde del Tevere nelle baraccopoli dove vivono i poveri cristi. Eppure forse è più grave il fatto che una donna venga violentata della presenza di rifiuti ammassati a Roma. Questione di priorità, in quelle zone vivono barboni e stranieri senza permesso di soggiorno, in discoteca le cose cambiano.

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E non c’è nemmeno bisogno di dire che il problema non è la discoteca. Il problema è che questo stupro non può essere usato per fare campagna elettorale. Almeno finché i bravi politici e i patridioti di Twitter sempre pronti a denunciare i crimini degli immigrati, saranno certi della nazionalità degli stupratori. Perché il silenzio sullo stupro di Roma, che se a commetterlo fossero stati i neri o gli zingari avremmo già la gente con le fiaccole per strada, le ruspe nei campi Rom e un paio di decreti di espulsione pronti (inutili, perché prima si va a processo), al momento non esiste. E non esiste perché la vittima non è abbastanza italiana anche se vive in Italia da 15 anni. Uno stupro è uno stupro ed è un crimine orribile, a prescindere che a commetterlo siano “bianchi o neri, giovani o anziani”. Eppure Salvini di questo stupro non parla. Come mai?

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