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«Spelacchio? È un mezzo complotto»

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L’assessora all’ambiente del Comune di Roma Pinuccia Montanari svela cosa pensa di Spelacchio, il simpatico alberello che ieri è approdato persino sul Guardian con il nomignolo di “Toilet brush” (spazzolone da bagno). Secondo la Montanari, che si è distinta in città per non aver mai visto un topo a Roma e per aver promesso che il tritovagliatore di AMA non sarebbe mai andato ad Ostia mentre la macchina andava ad Ostia, quello di Spelacchio è chiaramente un mezzo complotto.

«Spelacchio? È un mezzo complotto»

E in un’intervista al Messaggero l’assessora spiega il motivo dei suoi sospetti riguardo l’albero di Natale del Comune di Roma a Piazza Venezia:

«Sto con Spelacchio: secondo me è un mezzo complotto».
Addirittura, assessore Pinuccia Montanari?
«Sì,questo nomignolo girava fin dal primo giorno: quando lo hanno scaricato, ma dalle mie foto risultava essere ancora in forma».
Ma ora l’albero non se la passa bene.
«Allora: veniva da dieci mesi di siccità e inoltre gli aghi potrebbero essere caduti per via delle decorazioni troppo strette sui rami».

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C’è un danno d’immagine per il Comune?
«Visto quanto se ne parla sì: ecco perché secondo me c’è una regia in corso».
Ma le piace Spelacchio?
«Sì, ma sono gusti. E’ come un Picasso: va capito. E’stilizzato: di notte fa il suo effetto».
Lo toglierete?
«No».

Ora, forse andrebbero controllate le condutture dell’assessorato all’ambiente perché magari c’è qualcosa nell’acqua che fa diventare attenti ispettori: le idee sui complotti dei frigoriferi in testa alla sindaca Virginia Raggi erano state messe da Paola Muraro, che ricopriva quell’incarico prima di Montanari. Ma soprattutto intorno a Spelacchio si affastellano ormai le voci incontrollate. Il Pd, con Ilaria Piccolo, dice che «presto sarà sostituito con un’installazione». Dal Campidoglio smentiscono e si coccolano Spelacchio: «Noi stiamo con lui». Al punto di aver detto no all’offerta della giunta trentina (si trattava di un albero 2.0, non deperibile). Il grillino Pietro Calabrese, racconta oggi Il Messaggero, è arrabbiatissimo: «Vogliamo la testa di chi ha sbagliato». Virginia Raggi è molto arrabbiata: attende gli esiti della relazione.

Gli ottomila euro che è costato Spelacchio

E la relazione dovrà fare luce soprattutto sulla vicenda dei costi, l’unica interessante. L’altroieri Paolo Ferrara ha spiegato che ai romani non interessa questa storia ma l’efficienza nella pulizia della città e nel trasporto pubblico, forse dimenticando che proprio nella pulizia della città e nel trasporto pubblico non si vede alcun miglioramento tangibile nell’azione amministrativa del Campidoglio (e a certificarlo è l’agenzia del Comune con un grillino a capo). Ieri però si è scoperto anche altro:

La fornitura di questo abete rinsecchito e mesto è costata 8mila euro più Iva. Così si legge nel preventivo che la comunità montana del Trentino ha spedito il 24 ottobre scorso al Comune di Roma, un documento di cui Il Messaggero è venuto in possesso. Di più: in questa «offerta preliminare» viene allegata la foto di un «esemplare di abete rosso proposto come albero di Natale».

spelacchio 8mila euro

«La storia della donazione non è partita da noi, è un’imprecisione», conferma Ilario Cavada, il tecnico della comunità di Fiemme che ha firmato il preventivo. «Le spese le abbiamo fatte pagare». Fonti del Comune spiegano che la somma è stata inserita nell’appalto per il trasporto della pianta e che la ditta chesi è aggiudicata la commessa (a trattativa diretta) avrebbe in qualche modo fatto da intermediario. L’albero, in ogni caso, non è stato concesso gratis, come si legge invece nella determina del Campidoglio del 13 novembre.

Insomma, gli ottomila euro sembrano riferirsi più al costo del taglio più che a quello dell’albero, e sono rientrati nel computo totale dei 48mila IVA compresa che sono arrivati nelle tasche della ditta che si è occupata del trasporto.


Chissà se nelle indagini dell’assessora Montanari ci sarà spazio anche per la questione dei costi.

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