Economia

Sole 24 Ore, di cosa sono accusati Roberto Napoletano e Stefano Quintarelli

roberto napoletano stefano quintarelli

Tra i dieci indagati per gli abbonamenti digitali del Sole 24 Ore spiccano il direttore del quotidiano Roberto Napoletano e il deputato ex Scelta Civica Stefano Quintarelli. Ieri la redazione del quotidiano è entrata in sciopero e ci rimarrà fino a quando Napoletano non sarà rimosso dall’incarico. Ma i guai per il direttore sono soprattutto giudiziari: il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il sostituto Gaetano Ruta lo hanno indicato come “il vero amministratore delegato” del gruppo che edita il quotidiano di Confindustria nell’indagine per false comunicazioni sociali.

Sole 24 Ore, di cosa sono accusati Roberto Napoletano e Stefano Quintarelli

«Al di là dell’esito finale del procedimento penale per la redazione è inammissibile che il giornale della finanza, dell’economia, del diritto possa andare in edicola con la firma di un direttore indagato per un reato assai grave, in ipotesi commesso proprio durante la sua permanenza al Sole 24 Ore. Ritiene pertanto, dopo un voto di oltre il 90% dell’assemblea, di non potere che proclamare uno sciopero a oltranza sino al momento della sua rimozione. Un’iniziativa senza precedenti nella storia sindacale del Sole 24 Ore e che, purtroppo, è l’unica che appare adeguata alla gravità della situazione», ha scritto ieri la redazione nel comunicato che annunciava lo sciopero. Secondo gli inquirenti il quotidiano economico diretto da Napoletano gonfiava il numero di copie vendute, di carta e digitali, fingendo, davanti agli operatori del mercato pubblicitario e del mercato editoriale, uno stato di salute molto lontano dalla realtà. Anche con un comunicato del marzo 2016, relativo al bilancio 2015, ritenuto dagli investigatori “falso”, perché gonfiato da copie “fantasma”.

stefano quintarelli
Stefano Quintarelli, deputato ex Scelta Civica

Oltre a Napolitano, Benedini e Treu, sono indagate sette persone per appropriazione indebita. Fra questi, Massimo Arioli, ex direttore finanziario del Sole 24 Ore, Alberto Biella, ex direttore vendite, e Giuseppe Stefano Quintarelli, ex direttore dell’area digitale e, eletto con Scelta civica, ma oggi deputato nel gruppo misto. Secondo la tesi della procura, sarebbero stati soci occulti nella Di Source Ltd. E in questa veste avrebbero incassato quasi tre milioni di euro per servizi (la gestione degli abbonamenti digitali) mai svolti. Sempre per appropriazione indebita sono indagati il commercialista Stefano Poretti, il direttore di Di Source, Filippo Beltramini, e Giovanni Paolo Quintarelli, imprenditore e fratello di Stefano. Alcune migliaia di copie cartacee sarebbero state stampate e distrutte, sempre con l’intento di gonfiare il dato di diffusione. Il