Economia

I soldi di Di Maio per Mercatone Uno (non bastano)

luigi di maio mercatone uno

Dopo essere rimasto acquattato per settimane, Luigi Di Maio, che non ha fatto niente per la crisi di Mercatone Uno finché non gli è scoppiata in mano, ieri si è svegliato come il Marchese del Grillo per annunciare soldi ai fornitori:

Ho preso l’impegno di seguire personalmente la vicenda di questi lavoratori e questa azienda e oggi arriva la prima risposta: il Fondo apposito per le vittime di mancati pagamenti, da 30 milioni di Euro, verrà esteso anche ai fornitori di Mercatone Uno, nel caso in cui l’azienda venisse imputata di bancarotta fraudolenta. Questo lo faremo già la settimana prossima, grazie a un emendamento che presentiamo al decreto legge Crescita.

Non dimentico, ovviamente, i 1800 dipendenti che dalla settimana scorsa sono rimasti senza lavoro. Per loro sbloccherò subito la cassa integrazione, non appena il Tribunale autorizzerà la procedura di amministrazione straordinaria. È chiaro che la cassa integrazione non dura in eterno e che è necessario trovare un investitore per Mercatone Uno che possa avviare la cosiddetta reindustrializzazione, con un solo obiettivo: dare un futuro certo a queste persone e alle loro famiglie.

luigi di maio mercatone uno

C’è però un problemuccio segnalato oggi dal Corriere della Sera: l’emendamento al decreto Crescita che vuole estendere il fondo per le vittime dei mancati pagamenti ai fornitori del gruppo di arredi ha una dotazione di soli 30 milioni. I crediti accumulati dalla sola Mercatone Uno ammontano a 60 milioni. Quindi già da sola Mercatone Uno assorbirebbe tutta la dotazione per coprire metà dei debiti verso i fornitori. E così gli altri rimarrebbero a bocca asciutta.