Economia

La sentenza sul glifosato

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Marco Cattaneo su Repubblica di oggi parla della sentenza sul glifosato e Monsanto che ha visto Dewayne Johnson, malato di cancro alla pelle, vedersi risarcire 289 milioni di dollari per i danni subiti dal diserbante Roundup. L’uomo aveva scoperto di essere malato nel 2014 ed è stato il primo a intentare causa; dietro di lui ci sono altri cinquemila ad aver avviato cause civili simili. Il glifosato è stato inserito dalla IARC (l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) tra le sostanze cancerogene ma non è considerato tale né dall’Environmental protection agency statunitense né dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Efsa.

Secondo la commissione dello IARC ci sono “limitate prove” che il glifosato possa causare proprio il linfoma non-Hodgkin, il tumore che ha colpito Johnson, e il cui rischio sarebbe limitato a chi ha contatti frequenti con la sostanza. È su questa base che il glifosato è finito nella stessa categoria delle carni rosse, per le quali ci sono le stesse limitate prove che causino tumori del colon-retto, e a difesa delle quali, sempre nel 2015, ci fu una memorabile alzata di scudi.

Peraltro le indicazioni della Iarc sono riferite a fattori di rischio: l’esposizione a una sostanza aumenta il rischio di un certo tipo di tumore, ma non è possibile stabilire una relazione causa-effetto, nemmeno quando una sostanza è tra i sicuri cancerogeni, come il fumo di sigaretta. La sentenza, tuttavia, non fa alcun riferimento al rapporto causa-effetto, ma alla mancanza di avvertenze sulla potenziale cancerogenicità tra le informazioni sul prodotto.

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Uno degli avvocati di Johnson ha dichiarato che per la prima voltai giurati hanno potuto visionare documenti della Monsanto secondo i quali «la società sapeva da decenni che il glifosato, e in particolare il Roundup, può provocare il cancro». Monsanto farà appello, per parte sua, con il sostegno di centinaia di studi scientifici che dimostrerebbero il contrario.

Ma se la sentenza dovesse essere confermata sarebbe un precedente terrificante per l’azienda (e per i suoi nuovi proprietari tedeschi), su cui pendono almeno altre 5.000 cause per danni da glifosato solo negli Usa.

Leggi sull’argomento: La lettera di Elena Cattaneo sul glifosato