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Sardegna, l'incendio a Siniscola nel nuorese

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Un incendio è scoppiato ieri intorno alle 22,30 vicino a Siniscola (Nu) per il quale è stata chiusa la SS 131 Dcn tra Nuoro e Olbia. Alimentate dal forte vento le fiamme hanno bruciato decine di ettari di bosco fino ad arrivare alla frazione di Murtas Artas, vicino alla zona industriale, dove sono state evacuate una quindicina di famiglie.

Sardegna, l’incendio a Siniscola nel nuorese

Le operazioni di spegnimento vanno avanti da ieri notte con squadre a terra, senza i mezzi aerei, che non potevano volare fino all’alba di stamani, coordinate dal Corpo Forestale regionale, operai di Forestas, Protezione civile e volontari. Sul posto i Vigili del Fuoco di Siniscola e Nuoro, la Polizia stradale di Nuoro, Fonni e Ozieri, e i Carabinieri della compagnia di Siniscola. Ora sul posto stanno operando, oltre alle squadre a terra, tre elicotteri regionali e due Canadair della base di Alghero. La situazione, riferisce la Protezione civile regionale, è in costante evoluzione.

Ieri notte la SS 131 Dcn è stata chiusa all’altezza di Sologo, al bivio Lula-Bitti. Ieri notte è stato lanciato un messaggio di allerta: “Attenzione grosso incendio sulla 131 all’altezza di Siniscola. Le macchine stanno camminando contromano sulla corsia Olbia Nuoro per scappare dall’incendio. Massima prudenza”. Fiamme anche a tra Bitti e Onanì. Si sospetta che gli incendiari, approfittando del vento, abbiano aspettato il calare della sera sapendo che durante la notte i mezzi aerei non possono volare.

L’evacuazione di Murtas Artas a Siniscola

Quindici famiglie sono state evacuate per precauzione nel Nuorese, nella frazione di Siniscola ‘Murtas Artas’, per il vasto incendio scoppiato ieri sera e che ha causato nella notte anche il blocco della strada statale 131 Dcn all’altezza del km 89, fra Nuoro e Olbia. Per spegnere le fiamme sono ancora al lavoro due Canadair della flotta nazionale decollati da Alghero e tre elicotteri regionali partiti da Anela, Ala’ dei Sardi e Farcana.

La Protezione civile regionale ha esteso all’intera giornata di oggi il codice arancione per alto pericolo di incendi. L’attenzione rinforzata riguarda, in particolare, la Sardegna meridionale e orientale.

La bonifica in corso

In mattinata l’incendio è stato circoscritto. Sono in corso le operazioni di bonifica e verifica. Sul posto alle prime luci del mattino sono intervenuti elicotteri regionali e Canadair. Non risultano feriti. Le fiamme si sono stese ad alcuni capannoni agricoli e alla zona industriale di Siniscola, dove sette squadre dei vigili del fuoco lavorano da ore: a quelle di Nuoro e Siniscola si sono aggiunte altre provenienti da Cagliari, Sassari e Oristano. Nella prefettura di Nuoro, già da ieri sera, è stato attivato il Centro di coordinamento dei soccorsi presieduto dalla prefetta Anna Aida Bruzzese, in coordinamento col comandante provinciale dei vigili del fuoco, Fabio Sassu.

Intanto però, fa sapere la protezione civile, “A causa di una forte turbolenza i Canadair Can 8 e Can 11 (che stavano operando a Siniscola, Nu) lasciano la zona delle operazioni fino al miglioramento delle condizioni meteo. Lasciano anche gli elicotteri regionali di Anela e Ala’ mentre Eli-Farcana prosegue operazioni di spegnimento di fiamme ancora attive”. Questo perché  il vento di maestrale continua a soffiare incessantemente e in giornata è previsto un ulteriore peggioramento. Secondo il servizio meteo del Sar Sardegna, infatti, il vento, da debole o moderato farà registrare locali rinforzi sino a burrasca sulle coste della Gallura e sull’arcipelago di La Maddalena in attenuazione nella mattinata. La Protezione civile regionale ha emanato un nuovo bollettino con codice arancione che riguarda tutta la costa orientale e il sud dell’isola.

L’incendio divampato nel nuorese ha già provocato la morte di decine di animali ma a fuoco sono andati anche strutture, fienili, trattori, attrezzatture agricole e coltivazioni come la pregiata Pompia, l’agrume raro tipico del siniscolese. E’ quanto emerge da monitoraggio della Coldiretti che parla di disastro ambientale oltre che economico che ha colpito pesantemente diverse aziende agricole. Gli allevatori hanno messo a repentaglio la propria incolumità per salvare il bestiame ma nulla si e’ potuto contro la violenza di questo rogo che ha devastato diversi ettari di terra, colture, provviste e tutto ciò che ha trovato davanti. L’impatto sulle aziende agricole colpite e’ devastante con perdite pesantissime nonostante il pronto intervento delle squadre antincendio. La Coldiretti è impegnata a fare la ricognizione della situazione per supportare la giusta richiesta di ristoro per i tanti danni che non possono come sempre ricadere sulle spalle degli imprenditori agricoli. L’incendio ha provocato paura e tensione nelle campagne poiché è avvenuto nell’anniversario della tragedia di Curraggia a Tempio del lontano 28 luglio 1983, quando il fuoco provoco’ 9 morti e 15 feriti, conclude la Coldiretti.

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