Economia

Perché Roma è bloccata

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Repubblica Roma in un articolo a firma di Daniele Autieri fornisce un ottimo riepilogo del motivi dell’attuale degrado di Roma, piena di immondizia e in procinto di cadere a pezzi per un semplice motivo: l’amministrazione Raggi non è in grado di mettere a gara e fare i bandi per i servizi necessari:

L’esempio più significativo di questa inefficienza è il bando rimozioni, quello dedicato alle auto in doppia fila, che nel novembre scorso è stato annullato dal Tar per la sesta volta perché – secondo il tribunale – conteneva vizi formali o addirittura violava i principi di concorrenza nei contratti pubblici. La mancata gestione delle strade e il loro conseguente degrado è uno dei nervi scoperti di questa amministrazione, ma anche il verde pubblico si è conquistato un posto d’onore nel grande libro dei sogni mai realizzati.

Una ricerca di Confartigianato imprese, commissionato allo studio legale AdLaw, ha denunciato che sono bloccati 7 milioni di euro già stanziati per la difficoltà a formare le commissioni aggiudicatrici che dovrebbero selezionare i vincitori delle gare. Il grosso del valore economico spetta al bando per la manutenzione degli alberi (4 milioni di euro), che continuano a cadere mettendo a rischio la vita dei cittadini, e che è stato pubblicato nell’aprile del 2017, insieme alla manutenzione del verde orizzontale (3,2 milioni). Uno stallo che ha obbligato il Comune a lanciare 42 mini-gare (35 delle quali assegnate) per porre un freno all’emergenza e garantire almeno la gestione ordinaria del verde, soprattutto vicino alle scuole.

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La propaganda del MoVimento 5 Stelle – unica forza politica nel mondo – a Roma festeggia e annuncia con giubilo ogni volta che riesce a concludere una gara o mandare a buon fine un appalto: questo accade perché nessuno dei grillini mette mai la faccia per spiegare come mai invece nel frattempo altri dieci bandi sono andati a ramengo. Significativa è la storia dell’annullamento del bando rimozioni, che favorisce di fatto la doppia fila in città visto che non ci sono mezzi per portare via le macchine parcheggiate: ogni volta che il TAR o il Comune stesso annullano una gara, sui social grillini parte la propaganda che ricorda che il servizio urgente delle rimozioni è garantito e ogni tanto lavora pure. La raffinata strategia comunicativa (LOL) serve a evitare di far sapere ai cittadini che un tribunale si è messo a ridere e ha cestinato i bandi necessari.

La realtà è questa, anche se la sindaca continua a indossare l’elmetto del pompiere e a gettare acqua sul fuoco. Di fronte allo stallo evidente dei bandi sulla manutenzione stradale, il 13 novembre scorso ha dichiarato: «Le gare si stanno svolgendo sia a livello centrale che municipale. Solo quest’anno abbiamo finanziato gare per 140 milioni, alcune già aggiudicate. Però abbiamo chiesto aiuto anche al governo». Ecco, appunto. L’aiuto al governo sulla partita delle opere cittadine trasforma la guida politica del Campidoglio in un’amministrazione controllata, dove i “manager” scelti dai cittadini vengono congelati nelle loro funzioni in favore dell’esecutivo.

Tutto questo mentre i bandi restano bloccati e le opere non vengono realizzate. L’appalto per la manutenzione delle fontane artistiche è rimasto fermo per mesi; la gara da 12 lotti per la manutenzione ordinaria delle scuole di Roma è congelata da mesi; stesso discorso per i lavori di restauro del Mausoleo di Augusto (i lavori non sono mai partiti perché le offerte economiche sono state ritenute anomale); o ancora per i piani di zona di Collefiorito e Tor Vergata dove il Campidoglio non ha stanziato i fondi per completare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

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