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I rifiuti di Roma vanno a Ostia

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Il tritovagliatore mobile dell’Ama di via dei Romagnoli farà parte del piano d’emergenza per fronteggiare la temporanea indisponibilità dell’impianto di Rocca Cencia, andato a fuoco domenica sera, insieme a un accordo con il gruppo Cerroni  – attualmente amministrato da Porcarelli – per usare il loro stabilimento di Rocca Cencia.

Ama sta cercando per trovare posto alle 400 tonnellate di rifiuti giornaliere che non sa dove trattare. Per questo  ha chiesto a Malagrotta (due tmb di Colari, gruppo Cerroni, ma gestiti da un amministratore nominato dal tribunale) di ricevere duecento tonnellate in più al giorno, rispetto alle 1.250 che lavora normalmente. Secondo Colari, però, questo supplemento non potrà protrarsi troppo a lungo. Va detto che si ricorre maggiormente ai privati e si riduce la parte lavorata da Ama, quindi aumentano anche i costi, in una città che già oggi paga una delle più alte TARI a livello italiano.

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Ostia e il piano per i rifiuti di Roma (Il Messaggero, 26 marzo 2019)

Intanto però si va anche a Ostia. Ed è difficile che non torni in mente il balletto del tritovagliatore di Ostia che andò in scena nel gennaio 2018, quando in occasione dell’ennesima emergenza rifiuti la presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo e l’allora presidente del gruppo M5S in Comune Paolo Ferrara avevano convocato una conferenza stampa per spiegare che il tritovagliatore non sarebbe mai arrivato ad Ostia per loro decisione irrevocabile. Qualche giorno dopo, il tritovagliatore era a Ostia.

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