Economia

Reddito di cittadinanza: il rischio di tagli per gli assegni

Reddito di cittadinanza a rischio taglio? Il Messaggero spiega che se il governo non troverà 2 miliardi per aumentare il limite di spesa per l’anno prossimo gli assegni potrebbero essere ridimensionati

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Reddito di cittadinanza a rischio taglio? Il Messaggero spiega che se il governo non troverà 2 miliardi per aumentare il limite di spesa per l’anno prossimo gli assegni potrebbero essere ridimensionati. La crisi economica ha allargato la platea delle persone che hanno richiesto il sussidio, e se si sperava che nel corso dell’anno fossero attivati un milione di contratti di lavoro la realtà dei fatti è che solo 200mila persone hanno trovato un impiego. Il risultato è che se venissero confermati i numeri attuali, ovvero 1,3 milioni di famiglie che percepiscono il RDC per un importo medio erogato di 524 euro, il sussidio nel 2021 verrebbe già a costare più di quanto previsto: 8,2 miliardi. Le previsioni in realtà dicono che la platea ddei percettori dovrebbe passare a un milione e mezzo di famiglie per un costo di 9,3 miliardi. Mentre ne sono stati stanziati 7,3:

Stando alle stime dei tecnici di via XX settembre il reddito di cittadinanza l’anno prossimo potrebbe venire a costare quasi 9,5 miliardi di euro se le famiglie percettrici, come ritenuto verosimile, dovessero diventare strada facendo un milione e mezzo. Per questo il governo cerca due miliardi da inserire nella manovra di finanza pubblica da approvare il 15 ottobre. Per il cavallo di battaglia dei Cinquestelle sono stati autorizzati limiti di spesa di 5,9 miliardi nel 2019, 7,1 miliardi nel 2020 (basteranno appena), 7,3 miliardi nel 2021 e 7,2 miliardi per gli anni successivi. Ma i pentastellati non avevano fatto i conti con il Covid-19 e la crisi economica deflagrata in seguito al diffondersi del virus.

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Inoltre nei primi 18 mesi di vita del sussidio contavano di trovare lavoro a un milione di persone, tanti sono i beneficiari ritenuti occupabili oggi, ma alla fine solo 200 mila attivabili hanno sottoscritto un contratto di lavoro, per la maggior parte a tempo determinato. Così il reddito e la pensione di cittadinanza hanno iniziato a erodere più soldi del previsto, finché non si è accesa la spia che indica che le risorse non sono più sufficienti. Se non spunteranno fuori i due miliardi di euro necessari a mantenere il reddito di cittadinanza in carreggiata nel 2021, la legge prevede che quando verrà raggiunto il limite di spesa autorizzato allora verrà sospesa l’acquisizione di nuove domande, mentre il ministro del Lavoro e il ministro dell’Economia avranno trenta giorni di tempo per «ristabilire la compatibilità finanziaria mediante rimodulazione dell’ammontare del beneficio». Per 420 mila nuclei che oggi devono accontentarsi di una cifra pari o inferiore a 400 euro, un taglio al sussidio avrebbe il sapore della beffa

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