Economia

Quando arrivano i soldi del Recovery Fund

Il negoziato è complicato perché non c’è solo da tenere conto di quanto ripartito dai nuovi strumenti anticrisi, il fondo da 560 miliardi di cui 310 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti a tassi bassi e rimborsabili nel lungo periodo

coronavirus ursula von der leyen

Quando arrivano i soldi del Recovery Fund? Ci sarà un primo Consiglio il 18-19 giugno ma già a luglio è prevista un’altra riunione dei capi di Stato e di governo, mentre la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen immagina una chiusura per la fine dell’anno. Il Messaggero spiega oggi che è difficile che basti un mese o poco più per avviare la più grande operazione finanziaria che la Commissione abbia mai lanciato per conto della Ue.

Certo non sarà tutto in un colpo, tuttavia i mercati vanno ben preparati. Ma ci sono anche evidenti implicazioni politiche: sale di intensità il grado di condivisione dei rischi economici e salirà anche quello del coordinamento delle politiche nazionali, cosa che può suonare indigesta a qualcuno. Indica una fonte olandese: «I negoziati richiedono tempo». Tuttavia se tutto andrà liscio è possibile che negli ultimi mesi dell’anno i primi «assegni» possano essere staccati.

Potrebbe essere più rapida l’anticipazione delle risorse da usare quest’anno attraverso il bilancio Ue 2020, 11,5 miliardi, anche se non è granché. Può muoversi celermente
la Banca europea degli investimenti con lo strumento per facilitare la partecipazione privata a imprese sane in crisi di liquidità specie nei paesi a corto di fondi per aiuti pubblici perché troppo indebitati (Italia in primo luogo).

recovery fund ripartizione tra paesi
Recovery fund: la ripartizione tra paesi (Corriere della Sera, 28 maggio 2020)

Il negoziato è complicato perché non c’è solo da tenere conto di quanto ripartito dai nuovi strumenti anticrisi, il fondo da 560 miliardi di cui 310 miliardi in sovvenzioni a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti a tassi bassi e rimborsabili nel lungo periodo:

Si scateneranno i classici litigi sulle poste del bilancio Ue. Sul primo va notato che per accorciare la distanza tra prestiti e sussidi onde ridurre l’irritazione di Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, von der Leyen ha limitato la dotazione del Recovery Fund per dare meno nell’occhio incanalando una quota di sussidi altrove. Ai parlamentari europei, ha ricordato che «gli Stati frugali vogliono un bilancio moderno e il 60% di questa proposta è indirizzata a politiche nuove, chiedono di collegare i sussidi alle riforme nel quadro del semestre europeo di sorveglianza economica e così sarà, non ci sarà mutualizzazione del debito perché il meccanismo, fondato su garanzie degli stati, è legato al bilancio Ue che ha regole chiare».

Leggi anche: Recovery Fund: come funziona il piano “Repair and Prepare for the Next Generation EU”