Economia

Quanto spendono gli italiani per il pranzo di Pasqua

pranzo di pasqua

L’83 per cento degli italiani ha deciso di consumare a casa propria o di parenti e amici il tradizionale pranzo per il quale è stimata una spesa media di 55 euro a famiglia tra Pasqua e Pasquetta. È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/IXE’ “La Pasqua 2017 degli italiani”. Se la stragrande maggioranza degli italiani sarà nelle case, in 3,7 milioni hanno scelto di andare al ristorante per il pranzo di Pasqua ma in 350mila hanno invece scelto gli agriturismi dove – sottolinea la Coldiretti – la capacità di mantenere inalterate le tradizioni alimentari nel tempo con menu di Pasqua locali a base prodotti di stagione a chilometri zero e biologici è la qualità più apprezzata dagli ospiti. Sul territorio – continua la Coldiretti – si riscoprono i piatti tipici regionali che da nord a sud attraversano l’intero Paese come per esempio gli gnocchi filanti in Piemonte, la minestra di brodo di gallina e uovo sodo e le pappardelle al ragù di coniglio in Toscana ma anche la corallina, salame tipico accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio. Se in Romagna sono di rigore i passatelli in Molise è l’insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode e pomodori. In Puglia – continua la Coldiretti – il principe della tavola pasquale è il Cutturiddu, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, in Veneto onnipresenti su tutte le tavole della festa pasquale sono le tipiche vovi e sparasi, uova sode, decorate con erbe di campo e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello. Insieme alle uova vere e di cioccolato, l’alimento più rappresentativo della tradizione pasquale resta la carne d’agnello che viene servita quest’anno in più di una tavola su due (52 per cento) nelle case, nei ristoranti e negli agriturismi.

pranzo di pasqua
infografica vacanze di Pasqua 2017 (dalla Gazzetta di Salerno)

Secondo quanto emerge dall’analisi Coldiretti-Ixe’ dalla quale si evidenzia che ben 1/3 degli italiani (34%) ha scelto carne d’agnello italiana e il 12% addirittura comperata direttamente dal produttore mentre solo il restante 6% non e’ interessato alla provenienza. Una scelta importante per consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione a vantaggio della biodiversita’ del territorio. Ma quest’anno portare la carne di agnello a tavola significa anche – sostiene la Coldiretti – salvare il lavoro dei circa 4mila pastori terremotati che non hanno ancora abbandonato le aree colpite dal sisma di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria dove secondo la Coldiretti, solo nei 131 comuni del cratere, sono allevate 213mila pecore e capre #SalvaUnPastore. I dolci della Pasqua – continua la Coldiretti – sono caratterizzati da sapori forti che hanno le uova tra gli ingredienti principali come la scarcedda lucana che e’ un dolce ripieno di uova sode o la torta pasqualina della Liguria che e’ un rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano. In Friuli Venezia Giulia – precisa la Coldiretti – è il tempo delle titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo colorato di rosso mentre in Campania spopola la pastiera, un capolavoro napoletano con ricotta, germe di grano e buccia d’arancio. E ancora in Calabria – conclude la Coldiretti – si mangia la cuzzupa, una pagnotta dolce la cui dimensione cresce con l’età del membro familiare, ma anche pitte con niepita che sono dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi.
Foto copertina da qui

Leggi sull’argomento: Quelli che salvano gli agnelli per un pugno di voti