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Il Ponte della Scafa chiuso e la via del Mare paralizzata

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Da ieri l’unico collegamento diretto tra Ostia e Fiumicino è stato interrotto (lo stop improvviso dopo le 19) e non si sa ancora per quanto: il ponte della Scafa è stato chiuso su ordine dell’ASTRAL perché “non è garantita la sicurezza della struttura”. Il Ponte della Scafa porta ogni giorno migliaia di lavoratori a Roma o a Fiumicino. “Criticità” sono emerse sui “processi di corrosione dei ferri di armatura e di degrado del calcestruzzo”. Sul Ponte della Magliana, invece, l’attenzione – anche mediatica – è alta da tempo. I vigili del fuoco, sei mesi fa, nel segnalare gli “stati di ammaloramento”, sottolineavano la necessità di avviare urgentemente e sotto la supervisione di un tecnico qualificato un’attività di monitoraggio e verifica “dell’intera struttura”. Misure suggerite anche per Ponte Marconi. Dal Campidoglio ricordano di aver commissionato a novembre 2017 un’analisi dell’infrastruttura allo studio del professor Franco Brega, docente della Sapienza in pensione, i cui sopralluoghi sono durati fino ai primi mesi del 2018: gli esiti sono stati trasmessi ad aprile anche ai pompieri. Secondo quanto ha riferito, solo pochi giorni fa, il preside della facoltà di Ingegneria della Sapienza Antonio D’Andrea, le suddette indagini avevano “evidenziato alcune necessità di manutenzione, ma hanno permesso di escludere i rischi di crollo ventilati a più riprese” sul viadotto della Magliana.

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Il ponte della Scafa (foto da: Twitter)

Sono ancora tanti quelli che non sanno nulla del provvedimento e rimangono sconcertati. Ieri sera le prime proteste. Una doppia linea di transenne preclude il passaggio delle auto, a parte qualche pedone che riesce ad attraversare il ponte. I vigili, con pazienza, fanno tornare indietro le vetture e dirottano verso la Roma-Fiumicino, il Raccordo e la via del Mare. E viceversa. Una situazione che, se il provvedimento proseguirà a lungo, andrà ad impattare con il rientro di tanti residenti e pendolari dalle ferie e con la riapertura delle scuole.  E tanti sono quelli che girano video in fila per spiegare che i disagi non sono indifferenti:

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