Economia

Il piano della Lega sul bonus 80 euro

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Il governo è al lavoro per mandare in soffitta gli 80 euro di Renzi, la mossa che consentì all’ex premier di sfondare alle Europee 2014 proiettando i democratici verso quota 40%. Il meccanismo, così com’è, al ministro dell’economia, Giovanni Tria, non è mai piaciuto. «Tecnicamente– ha spiegato in più di una circostanza–quella di Renzi è stata una decisione sbagliata, dal momento che gli 80 euro risultano come spese e non come un vero e proprio sconto fiscale». Parole che preannunciavano la voglia di cambiamento. E ieri, racconta il Messaggero, il braccio destro di Tria in via XX Settembre ha esplicitato formalmente le intenzioni dell’esecutivo per trasformarlo in decontribuzione:

Elemento che apre ad uno scenario del tutto inedito. Tanto per cominciare, Palazzo Chigi punta a cancellare l’impostazione attuale, che prevede la semplice erogazione di denaro in busta paga da parte del sostituto d’imposta (fino un massimo di 960 euro a quota 24.500 di reddito), trasformando il meccanismo, con ogni probabilità, in una detrazione fiscale.

L’operazione rientrerebbe nel quadro della riforma delle Tax expenditures sulla quale è impegnata una task force del Tesoro. E dal cui disboscamento, tra l’altro, si prefigurano 2 miliardi di risparmi utili per comporre la legge di Bilancio. Tra gli obiettivi, tra l’altro, ci sarebbe anche quello di aumentare il peso del bonus. Il quale, appunto, rientrando nel recinto fiscale, entrerebbe nel montante contributivo producendo effetti positivi sulla futura pensione.

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Il bonus 80 euro (Il Messaggero, 7 agosto 2019)

Ma c’è un problema. Il governo deve trovare risorse aggiuntive rispetto ai 9,7 miliardi messi a copertura dell’attuale Bonus da 80 euro. Quante risorse? Impossibile dare una risposta, in questo momento. Ma comunque non meno di 4 miliardi.

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