Economia

Perché il Grexit sarebbe una catastrofe

Wolfganf Munchau, commentatore economico del Financial Times e direttore di Eurointelligence, spiega oggi dalle colonne del quotidiano della City che il Grexit, ovvero l’uscita della Grecia dall’euro, sarebbe una catastrofe. Secondo Munchau la crisi dell’eurozona non finirà fino a quando il debito in eccesso non verrà cancellato, a prescindere da quello che ne pensano tutti i componenti del Vecchio Continente, e la politica dei vecchi governi greci ha dimostrato di non essere in grado di fornire un percorso credibile di diminuzione del peso del debito che non costringesse anche la popolazione a fare la fame. In più, di tutte le circostanze imprevedibili che potrebbero portare l’eurozona al disastro, il Grexit non è affatto inevitabile.
 
PERCHÉ L’USCITA DELLA GRECIA DALL’EURO SAREBBE UNA CATASTROFE
Secondo i tedeschi, spiega Munchau, il Grexit costituirebbe una calamità unicamente per la Grecia, mentre la zona euro sarebbe in grado di reggere il colpo e l’economia globale in linea di massima non avrebbe troppi problemi ad assorbirlo. Tanto è vero che gli editoriali dei media tedeschi invitano la cancelliera Merkel a tenere duro e a non cedere ai ricatti. Persino il socialdemocratico Sigmar Gabriel, ministro dell’economia, ha detto che le conseguenze del Grexit sarebbero contenute. Ma i tedeschi si sbagliano. Le conseguenze di un’uscita sarebbero dannose nella stessa misura sia per la Grecia che per l’eurozona. Quelli che sminuiscono i rischi tendono essere bravi nelle somme, ma non colgono le dinamiche più complesse di un default su quella scala. D’altro canto, ricorda Murnau, anche gli esperti statunitensi hanno clamorosamente toppato nel valutare l’impatto del fallimento di Lehman Brothers nel 2008, più o meno per ragioni analoghe: ovvero perché sono stati sottovalutati gli effetti a catena globali, pensando soltanto ai rischi per i bilanci. Se la Grecia dovesse lasciare la zona euro, i prezzi delle azioni e di beni crollerebbero in tutta Europa. Molti agenti economici sarebbero preda dello spiazzamento, e gli investitori comincerebbero a chiedersi se l’eurozona è ancora un’unione monetaria o semplicemente un regime di monete con porte d’entrata e d’uscita. L’effetto a catena coinvolgerebbe il Portogallo quasi subito. Ci sarebbero anche conseguenze politiche più ampie. Il Grexit potrebbe infatti lasciare la Grecia al di fuori della zona euro ma all’interno dell’Unione Europea. A quel punto, tanto per fare un esempio, l’UE potrebbe contare sul sostegno della Grecia nelle sanzioni contro la Russia? E cosa significherebbe il Grexit per la Grecia?
 
LE STRADE E LE VIE D’USCITA
Per il Financial Times Il risultato migliore sarebbe la riduzione del debito combinato con un passaggio da un avanzo di bilancio a una situazione neutra, insieme alle riforme per affrontare la corruzione e l’evasione fiscale. L’obiettivo di Syriza è ottenere una riduzione del peso totale del debito: meglio una discussione tra creditori e debitori che si concluda con un accordo per la riduzione del debito e la sospensione dell’austerity che un disastro progressivo come quello che potrebbe arrivare. Un compromesso di questo tipo è realistico? La più grande sfida del nuovo governo è cercare di arrivarci: la sua posizione negoziale non è senza speranza. La discussione tra la Grecia e i suoi creditori può portare a un accordo. Le dichiarazioni unilaterali e quelle di guerra alla Trojka, sostiene il FT, non sono la via giusta. Ma trovare un accordo  converrebbe a tutti. Un’uscita invece porterebbe la Grecia a stringere legami più stretti con la Russia. Un fallimento della diplomazia economica che metterebbe in pericolo l’euro e l’Unione Europea. «Non si può continuare a spremere Paesi che sono in profonda depressione», ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in un’intervista rilasciata alla Cnn sulla Grecia e sulle discussioni circa la rinegoziazione del debito. «Ad un certo punto deve esserci una strategia di crescita, per permettere loro di rimborsare i debiti ed eliminare parte dei loro deficit», ha continuato. Il Presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto che la Grecia aveva disperato bisogno di riforme, ma che è molto difficile avviare questi cambiamenti, se il tenore di vita della gente è sceso del 25%. Alla lunga il sistema politico, la società non possono sopportarlo. Obama ha detto di auspicare che la Grecia resti nella zona euro, ma che ci vorrebbe un “compromesso da tutte le parti”. Ora la palla passa a Berlino.

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