Economia

Perché le tasse aumentano con la Legge di Bilancio 2020

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Mario Sensini sul Corriere della Sera oggi spiega che le tasse aumentano con la Legge di Bilancio 2020, al netto delle dichiarazioni di propaganda del governo Conte Bis che punta sul blocco delle clausole IVA per dimostrare che invece scendono. Il quotidiano spiega che sì, l’effetto combinato della legge di Bilancio e del decreto fiscale, con il rinvio degli aumenti Iva, è quello di ridurre le entrate di 15,5 miliardi di euro nel 2020, di 2,2 miliardi nel 2021, e di aumentarle di 1,5 miliardi nel 2022. Ma se non si tiene conto della spesa per sterilizzare l’Iva del 2020 e ridurre gli aumenti previsti nei due anni successivi, che in effetti non toccherà il portafogli degli italiani perché non è mai entrato in vigore, il quadro è molto diverso.

Le entrate aumentano complessivamente di 7,5 miliardi nel 2020, di 7,6 miliardi nel 2021 e di 4,4 miliardi l’anno successivo.  Il bilancio è dunque negativo, anche contando il taglio del cuneo fiscale, che vale 3 miliardi l’anno prossimo e 5 miliardi a regime, e che rappresenta lo sgravio più importante deciso dalla manovra (sempre dopo l’IVA naturalmente). L’unica altra riduzione di imposte è anche questa intangibile come la sterilizzazione IVA: la cedolare secca sugli affitti a canone concordato resterà al 10% e non aumenterà, ma per i contribuenti non cambierà nulla.

Con la cedolare sugli affitti finiscono i tagli fiscali della manovra. Che in compenso prevede un bel pacchetto di nuovi tributi e aggravi di imposta. La tassa sulla plastica (1 miliardo di gettito nel 2020), quella sulle bevande zuccherate (200 milioni), l’aumento di quelle sui giochi e le lotterie (900 milioni nel 2020, il doppio a regime), sulle auto aziendali (300 milioni l’anno) e sul tabacco e gli accessori (100 milioni). Poi la stretta sulle compensazioni tra crediti e debiti fiscali, che vale un miliardo, l’abrogazione del secondo modulo e i ritocchi al regime della flat tax, che valgono 200 milioni nel 2020, ma 1,7 miliardi nel 2021, la tracciabilità delle detrazioni fiscali (800 milioni dal 2021).

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La legge di bilancio 2020 (Corriere della Sera, 22 novembre 2019)

Gli aggravi di imposta sono:

  • – il regime della rivalutazione di terreni e partecipazioni (800 milioni)
  • – la revisione dell’ACE e della Mini Ires e le ritenute sulla manodopera negli appalti (500 milioni)
  • – il differimento delle deduzioni (1,3 miliardi)

Ci sono poi il pacchetto di misure antievasione nel settore dei carburanti (6-700 milioni di gettito). E soprattutto, per autonomi, lavoratori dipendenti e Partite IVA ci sono 700 milioni in più di imposte, che diventano 2,7 miliardi nel 2021 e 1,5 nel 2022. Per le aziende le maggiori tasse ammontano in 3,9 miliardi di euro nel 2020 e 3,7 nel 2021.

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