Economia

Pensioni, i tagli fino al 30%

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Per le pensioni alte i tagli arriveranno fino al trenta per cento ma la soglia sarà innalzata oltre i centomila euro. Il provvedimento su cui da mesi la Lega e il MoVimento 5 Stelle lavorano senza trovare l’accordo potrebbe finalmente essere stato definito ieri, scrive oggi il Messaggero:

La soglia del supposto privilegio dovrebbe essere alzata da 90mila a 100mila euro lordi annui, ovvero circa 7.700 mensili lordi (più o meno 4.600 in termini netti). Il contributo, di durata quinquennale, sarà applicato per scaglioni: quindi non sarà toccata la quota di pensione fino a 100 mila euro, poi fino a 130mila sarà decurtato il 10 per cento, tra 130 mila e 200 mila il 20%, fino a 350 mila il 25%, fino a 500 mila il 30% e infine – sulla porzione di pensione che eventualmente supera il mezzo milione- il 40 per cento.

Chiaramente l’effetto, ovvero il taglio percentuale effettivo, sarà crescente: 7mila euro per un assegno da 150 mila euro lordi all’anno (poco meno del 5 per cento),17mila a quota 200mila (con un’incidenza dell’8,5%) e così via, fino ad arrivare ai 299.500 euro decurtati a chi ricevesse un milione di euro l’anno: quasi il 30 per cento.

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Pensioni, le soglie e i tagli (Il Messaggero, 19 dicembre 2018)

Va di nuovo ricordato che i tagli in termini netti saranno minori e pari a poco più della metà, perché la riduzione dell’assegno lordo porta con sé anche una diminuzione del prelievo fiscale complessivo.

La norma sul contributo di solidarietà ha innescato già le proteste delle categorie interessate, dirigenti,medici, alti funzionari pubblici, e sarà quasi sicuramente portata all’attenzione della Corte costituzionale: la Consulta già in passato si è espressa affermando che i sacrifici sono ammissibili devono essere temporanei e motivati.

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