Economia

Pensioni di invalidità civile, la crescita degli assegni

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L’invalidità civile riguarda i cittadini che non hanno una posizione contributiva tale da garantire loro, se invalidi, prestazioni erogate dalle gestioni previdenziali. Esistono due tipi di prestazioni: l’assegno mensile e la pensione di inabilità. L’assegno mensile è una prestazione economica a carattere assistenziale concessa agli invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%, che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge.

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Pensioni di invalidità civile, la crescita dal 2002 (Il Messaggero, 4 settembre 2017)

Pensioni di invalidità civile, la crescita inarrestabile

Inps riconosce invece la pensione di inabilità ai soggetti ai quali sia riconosciuta una inabilità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali), di età compresa tra i 18 e i 65 anni e 7 mesi che soddisfano i requisiti sanitari e amministrativi previsti dalla legge. Entrambe le prestazioni sono legate a soglie di reddito (4.800 euro per l’assegno, 16.500 per la pensione). C’è poi l’indennità di accompagnamento che non prevede limiti di reddito e va a chi è invalido del tutto non autosufficiente. Nei giorni scorsi si era parlato dell’AOI, ovvero dell’assegno ordinario di invalidità che è stato tolto a molti dipendenti dell’INPS dopo una rivalutazione dei dossier da parte di medici non di zona.

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Pensioni e indennità nelle regioni (Il Messaggero, 4 settembre 2017)

In Italia invece le pensioni di invalidità civile sono cresciute: spiega oggi il Messaggero che all’inizio del 2002 erano 672mila a fronte di 1 milione e 94 mila indennità, per una spesa complessiva di 7,2 miliardi. Al primo gennaio di quest’anno si contavano invece oltre tre milioni di prestazioni, suddivise tra 964 mila pensioni (importo medio mensile 273 euro) e due milioni e 96 mila indennità (importo medio 493 euro): proprio il raddoppio di queste ultime ha spinto la spesa fino a 15,8 miliardi, con una crescita del 118 per cento rispetto a quindici anni fa. I numeri ci dicono che la crescita è stata significativa fino al 2009, quando l’inserimento a pieno titolo dei medici dell’istituto nelle commissioni Asl che valutano le domande e la presentazione telematica della domanda stessa e dei certificati ha provocato un rallentamento.