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Pamela Mastropietro: la ragazza fatta a pezzi a Macerata

Si è conclusa alle ore 23 la perquisizione nella casa in via Spalato 124 a Macerata di un cittadino nigeriano con regolare permesso di soggiorno sottoposto a fermo di polizia in relazione alla morte di Pamela Mastropietro, ritrovata ieri fatta a pezzi dentro due trolley in via dell’Industria tra Pollenza e Casette Verdini. L’uomo è stato immortalato dalle telecamere di una farmacia in compagnia di Pamela Mastropietro. Nella casa all’ultimo piano sottoposta a perquisizione vive una coppia con una bambina. Ha negato ogni coinvolgimento e fatto i nomi di altre persone.

Pamela Mastropietro: la ragazza fatta a pezzi a Macerata

La 18enne romana era scomparsa lunedì dalla comunità di recupero «Pars» di Corridonia, a circa sedici chilometri dal luogo del ritrovamento del cadavere. Il corpo era diviso in due tronconi abbandonati in due trolley lasciati nottetempo in un fossato che costeggia la strada di campagna a Pollenza, sempre nel Maceratese. Ma anche altre persone sarebbero state individuate e quindi ora sono valutate negli uffici degli investigatori coordinati del pm di Macerata Stefania Ciccioli. Si indaga per appurare se la ragazza abbia lasciato la comunità sapendo già chi incontrare, da chi andare e dove trovare una nuova sistemazione. Portandosi dietro i suoi effetti personali nel trolley rosso, uno dei due in cui sono stati trovati invece i suo resti.

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Via dell’Industria tra Pollenza e Casette Verdini, dove è stato ritrovato il corpo di Pamela Mastropietro

Pamela in passato aveva studiato in una scuola per estetisti, la madre ha un salone di bellezza in via Saluzzo, a Ponte Lungo, vicino a piazza Re di Roma. I trolley con i suoi resti sono stati gettati martedì notte in via dell’Industria, in corrispondenza del vialetto di ingresso di una villa privata. I proprietari hanno riferito di non essersi accorti di nulla ma di aver sentito il loro cane abbaiare a lungo verso le undici di notte. Qualcuno, passando il giorno seguente, ha notato le due valigie e ha immediatamente avvertito le forze dell’ordine. La ragazza era nella comunità di recupero per un problema di tossicodipendenza.

I trolley ritrovati in via dell’Industria tra Pollenza e Casette Verdini

Dopo il ritrovamento dei trolley erano circolate notizie che smentivano che la persona ritrovata fatta a pezzi fosse Pamela Mastropietro. Successivamente invece i carabinieri hanno confermato l’identificazione. La 18enne non era considerata uno dei casi più gravi, a Corridonia seguiva anche lezioni di musica. E nessuno della comunità Pars si sa spiegare né perché se ne sia andata, né perché abbia fatto una fine così atroce. Se non appunto con il fatto di avere incontrato un orco.

Alta un metro e 65, occhi e capelli castani, Pamela già in precedenza aveva provato a scappare da un’altra struttura che la ospitava. I carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Macerata stanno raccogliendo elementi utili a ricostruire le fasi successive all’allontanamento della giovane dalla comunità. Importante anche capire in quali frangenti siano state abbandonate le valigie con il corpo a Pollenza. Gli investigatori, coordinati dal pm di Macerata Stefania Ciccioli, hanno acquisito i filmati girati dalle telecamere di videosorveglianza di aziende della zona. Alcuni residenti hanno riferito che i loro cani da ieri sera alle 23 avevano iniziato ad abbaiare senza sosta. In corso accertamenti anche sulle amicizie e frequentazioni romane della ragazza che aveva frequentato una scuola per estetiste. Del suo caso si è occupata la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Nella scheda dedicata a Pamela si legge che “sta attraversando un momento di grande fragilità e potrebbe aver bisogno di aiuto”.

EDIT ore 12,03: Si chiama Innocent Oseghale il nigeriano dichiarato in stato di fermo per la morte di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato ieri mattina in due valigie nelle campagne di Pollenza. A casa dell’uomo, in un appartamento in via Spalato 124, i carabinieri del Ris hanno trovato i vestiti della vittima sporchi di sangue e altre tracce ematiche. Trovato anche uno scontrino di una farmacia poco distante dove la vittima aveva acquistato una siringa. Oshegale è stato interrogato durante la notte in presenza del suo legale e di un interprete e poi dichiarato in stato di fermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ad inchiodarlo, c’è anche la testimonianza resa volontariamente da un cittadino straniero, estraneo ai fatti, prima alla polizia e poi ai carabinieri del comando provinciale di Macerata, che ha detto di avere visto il nigeriano nella tarda serata del 30 gennaio in possesso delle valigie contenenti i resto di Pamela e nei pressi del luogo dove i bagagli sono stati gettati, in un fossato nelle campagne di Pollenza.