Economia

Come si farà la Pace Fiscale

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La Pace Fiscale si farà in due tempi. Una prima fase sarà concentrata sulle liti e sulle cartelle. La seconda, invece, è destinata a consentire il ravvedimento con una dichiarazione integrativa sugli anni d’imposta ancora accertabili. In questo caso si applicherebbe una flat tax al 20% sul reddito in più fatto emergere: il tutto entro un tetto massimo fissato in 500mila euro. Il Sole 24 Ore oggi spiega il meccanismo immaginato dalla Lega, che però non è stato ancora sottoposto al vaglio del M5S. Si punta a rendere più conveniente la sanatoria sulle liti pendenti. Con un meccanismo che dovrebbe ridurre il costo del contenzioso cancellando interessi e sanzioni e assicurando al contribuente una riduzione della pretesa del Fisco. Riduzione che sarà forfettizzata: potrebbe arrivare a dimezzare l’importo dovuto per chi ha già vinto in primo grado e a limitare l’esborso per definire la lite al 20% delle maggiori imposte richieste dal secondo grado. In caso di soccombenza parziale il contribuente potrà chiedere con sconti la parte di debito ritenuta corretta mentre dovrà pagare tutto nella parte ritenuta scorretta.

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Pace fiscale, i numeri in gioco (Il Sole 24 Ore, 3 ottobre 2018)

Il secondo pilastro della pace fiscale sarà la dichiarazione integrativa, non destinata ad arrivare subito con il decreto legge. Sarà necessario, infatti, trovare l’accordo tra entrambi i firmatari del contratto di governo. Per ora l’idea di partenza è quella di potenziare l’attuale meccanismo di ravvedimento, ossia l’autocorrezione del contribuente sulle annualità ancora accertabili (dal 2013 al 2017). Una sorta di compliance rafforzata grazie alla quale si potrà pagare il 20% di imposte sul maggior reddito fatto emergere. Il tutto però nel limite massimo di 500mila euro. In questo contesto, potrebbe spuntare anche la possibilità di riaprire il dossier sul contante.

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