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Il pacco bomba spedito a Lamorgese con i ritagli che inneggiano al ritorno di Salvini

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Un pacco bomba “potenzialmente mortale” è stato spedito al Viminale ma è stato intercettato prima che arrivasse negli uffici del Ministero dell’Interno. A rendere nota la notizia, fino ad oggi rimasta segreta, è Emilio Orlando su Leggo. L’ordigno non fortunatamente non è esploso e non è mai arrivato al Ministero, è stato disinnescato dagli artificieri al centro di smistamento delle Poste nel quartiere Ostiense.

Il misterioso gruppo “Nemici dello Stato” e i ritagli dei quotidiani sul ritorno di Salvini

Secondo gli artificieri l’esplosione del plico bomba avrebbe potuto avere esiti mortali. Il mittente del pacco è un gruppo che si è firmato “Nemici dello Stato” ma non c’è stata alcuna rivendicazione del gesto. L’ordigno artigianale, confezionato con una modalità che secondo gli inquirenti farebbe escludere la pista anarco-insurrezionalista, era composto di due parti. Una era il detonatore con le batterie per l’innesco, l’altra una scatola metallica delle dimensioni di un hard disk al cui interno era contenuto l’esplosivo. Ed è stata proprio la scatoletta ad attirare l’attenzione dell’addetto che stava esaminando i pacchi ai raggi X.

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Fonte: Leggo del 05/12/2019

All’interno del pacco erano stati inseriti anche alcuni ritagli di giornale che «inneggiavano al ritorno di Matteo Salvini al Viminale». L’episodio è avvenuto alla fine di ottobre ma è stato mantenuto il massimo riserbo, probabilmente per non intralciare le indagini per risalire all’identità degli attentatori condotte dall’antiterrorismo e dalla scientifica. Scrive Leggo che «i detective stanno indagando su chi fosse il reale bersaglio del fallito attentato» e che il pacco bomba era stato confezionato «da mani molto esperte».

 

Foto copertina: Google Maps

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