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Otherwise: il digital champion di Riccardo Luna arrestato nell'operazione su Anonymous

Risiede a Cercino, un piccolo paese della Valtellina, uno dei due hacker arrestati ieri, su ordine della Procura di Roma, e ritenuti ai vertici della parte italiana di Anonymous. Il valtellinese, ora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, si chiama Fabio Meier, 28 anni, padre camionista originario della Germania e mamma, invece, della provincia di Sondrio e dipendente delle Poste. Fabio, che in paese non conta molti amici e ama la solitudine, da chi lo conosce è descritto come un “vero genio del computer, capace di fare cose eccezionali”.
 
OTHERWISE: IL DIGITAL CHAMPION DI RICCARDO LUNA ARRESTATO NELL’OPERAZIONE SU ANONYMOUS

Lui, noto con il nickname di “Otherwise”, e l’altro presunto cervello dell’organizzazione, un 31enne di Livorno il cui nickname è “Aken”, anch’egli arrestato, con i tre denunciati in stato di libertà, deve rispondere di associazione per delinquere e di danneggiamento di sistemi informatici, interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, accesso abusivo a sistemi informatici, detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici. L’ultima loro impresa, prima di essere fermati dalla Polizia Postale, e’ stata l’incursione ai sistemi informatici di Expo 2015. Nel corso di 2 anni di intensa attività hackeristica erano stati in grado di bucare i siti istituzionali e di importanti aziende: dalla presidenza del Consiglio alla Corte Costituzionale, dall’Eni al Ministero della Difesa. In più, la curiosità, rivelata da Riccardo Luna sul suo blog, è che Meier era Digital Champion di Cercino.

Quando annunciai l’intenzione di avere un mio referente in ogni comune italiano, fu tra i primi a candidarsi: la sua mail è di metà novembre. Scrisse di avere 28 anni e si propose per Cercino, un comune della provincia di Sondrio. Non credo conosciate Cercino: secondo Wikipedia ha 786 abitanti. Il fatto che lì ci fosse un giovane appassionato di digitale non mi parve subito sufficiente per nominarlo digital champion locale e quindi gli chiesi più informazioni. Così mi disse che si era diplomato come tecnico dei sistemi energetici, che era in cerca di lavoro e che la sua passione era internet, in particolare “sicurezza informatica, crittografia, reti, privacy e digital rights”. Voleva aiutare la piccole imprese a investire in sicurezza informatica e le pubblica amministrazione a scommettere sull’open source. Fino al 21 maggio Fabio Meier per tutti era questa persona qui: da ieri è in stato di arresto nell’ambito di una operazione per smantellare la rete di Anonymous Italia.

I Digital Champions sono gli ottomila “campioni” digitali chiamati da Riccardo Luna in qualità di Digital Champion scelto dal governo Renzi per promuovere la diffusione delle tecnologie nei comuni italiani. Il sistema è stato inaugurato da Luna qualche tempo fa, e prevede che in un sito internet vengano raccolti gli ottomila volontari; la particolarità è che l’associazione fa riferimento a Luna, che ha utilizzato domini internet propri per creare l’anagrafica e il portale di raccordo tra i Digital Champions e il territorio, secondo uno schema che giuridicamente con il governo non c’entra nulla.
 
FABIO MEIER SOSPESO DALL’ASSOCIAZIONE

Luna annuncia sul suo blog che Meier è sospeso da Digital Champion in attesa che la sua posizione si chiarisca, mentre come membro della sua associazione del suo caso si occuperanno i probiviri:

La prima: in una organizzazione che viaggia verso le tremila persone è statisticamente impossibile che non ci sia qualcuno che commetta degli errori. La seconda: le competenze digitali di Meier erano buone e l’inchiesta ha semmai confermato che in realtà sono ottime; il fatto che impiegasse il suo talento per commettere dei reati fino a ieri non lo sapeva nessuno. La terza: il fatto che la magistratura gli muova delle accuse così importanti non può non provocare conseguenze; è chiaro che come digital champion di Cercino Fabio Meier è sospeso in attesa che la sua posizione si chiarisca (come membro dell’associazione invece se ne stanno già occupando i probiviri che hanno redatto il codice etico).

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