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Matteo Salvini e il “modello Bertolaso” da proporre a Draghi

In un punto stampa improvvisato davanti a Regione Lombardia il leader della Lega lancia il “modello Bertolaso” sui vaccini. Peccato che siano solo parole e che i dati di realtà lo smentiscano su tutta la linea

Salvini ministro governo draghi

Matteo Salvini si è intrattenuto oggi coi giornalisti in un punto stampa davanti alla Regione Lombardia, a Milano, e ha sganciato due bombe: la prima sui vaccini: “Proporremo a Draghi il modello Bertolaso”. La seconda riguarda i migranti, ed è un’apparente svolta storica nella gestione di un tema che è stata per anni la sua bandiera: “Bisogna coinvolgere l’Europa in quello che non è un problema solo italiano”.

Ma andiamo con ordine. Il modello Bertolaso di cui parla Salvini non è una sua invenzione ma qualcosa che Lega e Regione Lombardia evocano da giorni e di cui anche “Next Quotidiano” ha parlato: è stato lo stesso Guido Bertolaso, commissario straordinario alla gestione Covid in Lombardia, ad annunciare i contenuti di quella che è già stata definita la più grande vaccinazione di massa nella storia di questo Paese: 6 milioni di vaccinazioni entro giugno. C’è solo un piccolo, trascurabile, particolare: vaccini in circolazione in Italia, come in Europa, ad oggi ce ne sono pochi. Se in 40 giorni, e con la massima disponibilità di vaccini, la Lombardia non è riuscita a vaccinare neanche mezzo milione di persone, immaginate quello che potrebbe fare in appena il triplo dei giorni con l’attuale scarsità di dosi. Nella migliore delle ipotesi, a questo ritmo, a giugno si raggiungerebbero a malapena i 2 milioni, ovvero 1/3 di quanto annunciato da Bertolaso. Ovviamente la speranza di tutti è che la situazione si sblocchi e l’Italia venga “inondata” di vaccini a partire da aprile, ma, allo stato attuale, e alla luce della gestione catastrofica del Covid avuta sino a questo momento da Fontana e soci, consentiteci, se non altro, il dubbio legittimo. Che poi Salvini sbandieri il “modello Bertolaso”, ovvero parole e promesse prive di ogni riscontro o risultato, come la strada maestra da seguire per il Paese intero e si permetta di suggerirlo a uno come Mario Draghi, beh, questa è una di quelle perversioni che hanno reso l’Italia il Paese dove tutto, ma veramente tutto, è possibile.

“C’è un modello lombardo” ha detto Salvini “che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione e delle vaccinazioni. Proporremo a Draghi il modello Bertolaso”.

Più che una proposta, sembra una minaccia. Non a caso, arriva immediata la replica di Michele Bordo, deputato Pd, che affida il suo sfogo a Twitter:

Non si può davvero sentire che #Salvini proponga come priorità, per vaccinare tutti gli italiani, il modello lombardo di Bertolaso. Altro che governo per gestire e superare le emergenze. Così le emergenze rischiamo di aggravarle. Chiariamole bene prima queste cose. #GovernoDraghi

Tweet Michele Bordo

E poi c’è il tema dei migranti, dove Salvini ha osato l’inosabile: mostrarsi anche qui come un europeista pragmatico e moderato:

“Sul tema immigrazione noi proporremo l’adozione della legislazione europea. A noi va bene che l’immigrazione in Italia sia trattata com’è trattata in Francia e in Germania. Con le stesse regole”.

Anche questo può accadere nella nuova versione di Salvini: quello del novello europeista, ennesima maschera di un populista situazionista che ci ha abituato a capriole carpiate anche dalla sera alla mattina. Quanto durerà questa volta? Le scommesse sono ufficialmente aperte.