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In un paese di pecore Matteo Salvini difende i capretti

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Il capretto passava e quell’uomo gridava “Salvini!”. Ieri i fedeli musulmani di tutta Italia hanno iniziato i festeggiamenti dell’īd al-aḍḥā, la festa del Sacrificio (detta anche īd al-kabīr, “festa grande”). Il sacrificio in questione ricorda quello biblico quando Dio chiese ad Abramo di sgozzare il figlio Isacco. Si tratta di una delle due festività religiose più importanti del mondo musulmani, l’altra è la ʿīd al-fiṭr, che invece segna la fine del digiuno rituale del mese di Ramadan.

Matteo Salvini non vuole che gli animali soffrano!

Come ogni anno in Italia alla festa del Sacrificio si accompagnano le polemiche sulla macellazione rituale islamica. Il rito prevede infatti che l’animale sacrificale (generalmente un montone o un capretto) venga ucciso tramite lo sgozzamento (dhabh) al quale segue un lento dissanguamento. Questo genere di macellazione (macellazione ḥalāl) è molto simile a quella casher pratica nella religione ebraica. Eppure sono principalmente i musulmani a dover pagare il prezzo della discriminazione ed essere definiti brutali assassini di agnelli. A farlo non sono solo attivisti vegani o vegetariani, ma anche tanti “carnivori” che generalmente non si domandano in che modo la mucca che vedono pascolare in televisione si sia trasformata in una bistecca.

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Uno di questi è il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ieri ha postato su Facebook il video girato dal consigliere della II Municipalità di Napoli Salvatore Idoice che ha ripreso un fedele musulmano di origini marocchine mentre trasporta un capretto destinato al sacrificio. Il commento di Salvini parte dal quel caso di cronaca per sferrare però un attacco diretto all’Islam e al mondo musulmano: «Oggi in tutta Italia i fedeli musulmani hanno celebrato la festa del sacrificio, che prevede il sacrificio di un animale, sgozzandolo. A Napoli questo capretto è stato salvato all’ultimo ma nel resto del Paese centinaia di migliaia di bestie sono state macellate senza pietà. Vi faccio una domanda: è normale secondo voi far soffrire così gli animali? Per me no…».

Cos’è la Festa del Sacrificio

Oggetto della critica di Salvini non è solo il singolo episodio (che si è risolto con il salvataggio dell’animale) ma direttamente la religione musulmana. Salvini – che sovente tra un post contro i migranti e l’altro dedica un pensiero ai nostri amici animali – ritiene non sia giusto far soffrire così gli animali, macellandole senza pietà. Non sappiamo se il ministro abbia mai messo piede in un macello industriale, ma ci limitiamo a ricordare che non si tratta certo di luoghi asettici privi di sofferenza. Il consumo di carne è di per sé frutto di un atto violento verso un altro essere vivente.

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Fonte

Certo la macellazione rituale per la festa del Sacrificio rappresenta più di qualche problema, sia per i fedeli musulmani sia per lo Stato italiano e per le autorità preposte alla vigilanza. Il rito in teoria dovrebbe essere celebrato all’interno di ogni nucleo familiare. Ma le leggi del nostro Paese vietano espressamente la macellazione domestica (questo non significa che non ci sono italiani di religione non musulmana che non lo facciano, anzi) qualora avvenga in assenza di autorizzazione dell’ASL e senza la presenza di un veterinario. E per la macellazione casalinga (ad esempio di conigli o volatili) la legge non prevede lo stordimento, così come non è prevista . Per aggirare il problema si è tentato negli anni di aprire i macelli comunali per la festa, destinando uno spazio (e operatori qualificati) per la celebrazione del rito. Ovviamente si tratta di una soluzione di compromesso, soprattutto perché per la sensibilità occidentale la macellazione islamica è crudele dal momento che avviene senza il preventivo stordimento dell’animale.

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C’è però una legge dello Stato italiano, e Salvini dovrebbe saperlo, che autorizza alla macellazione degli animali secondo i riti religiosi ebraico ed islamico. Quindi, al di là del singolo caso rappresentato del video i musulmani e gli ebrei possono procedere legalmente alla macellazione degli animali secondo i rispettivi riti religiosi.

Quando Salvini sbranava agnellini

La questione è delicata, e coinvolge e richiede molteplici spazi di mediazione, soprattutto politica. È quindi grave che il ministro dell’Interno abbia deciso di sferrare un attacco del genere, che certo non contribuisce a trovare un punto d’incontro e ad evitare situazioni di illegalità. Tanto più che Salvini non è certo un vegetariano. L’anno scorso, quando Berlusconi e la Brambilla facevano campagna elettorale salvando gli agnellini di Pasqua, il leader della Lega Nord dichiarò: «Io l’agnellino me lo mangio, anzi lo sbrano. Mi piace la carne, gnam!».

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Le grigliate vegane di Salvini

Non proprio le parole di un amante degli animali. E c’è chi si chiede se sia peggio uccidere una capra o un montone adulti o un agnello di poche settimane. Ma la risposta è scontata, l’agnellino viene ucciso per rispettare le tradizioni “giuste”, quelle cristiane e italiane. Quindi la sua morte (il suo sacrificio) è accettabile. E così mentre Salvini da bravo crociato va all’attacco dell’Islam registriamo che qualcuno in Parlamento almeno tenta di andare oltre gli annunci ad effetto. Michela Vittoria Brambilla, l’animalista del centrodestra, ha dichiarato nei giorni scorsi che «è tempo di rivedere le norme sulla macellazione rituale e, quindi, di vietarla se non c’è previo stordimento».

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Arrosticini vegani

Il principio della libertà religiosa è intangibile – ha commentato la Brambilla – «ma non può giustificare sofferenze evitabili per gli animali. Poiché il benessere animale è ormai un valore condiviso nella nostra società, nelle scorse settimane ho depositato una proposta di legge (AC 869) per rendere comunque obbligatorio lo stordimento degli animali prima della macellazione». Si vedrà che fine farà la proposta di legge, nella speranza che il Parlamento voglia cercare un punto d’incontro con le associazioni musulmane italiane in modo da garantire la costruzione, o meglio la ricostruzione, dello spazio della tradizione musulmana che i migranti hanno portato in Italia così come si pratica nei loro paesi d’origine (non tutti i fedeli musulmani eseguono la macellazione nello stesso identico modo).

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A margine rimane lo spazio per la riflessione sul comportamento di un ministro della Repubblica che prende le difese dei capretti ma che non si fa molti scrupoli nell’utilizzare esseri umani (uomini, donne e bambini) come arma per ricattare l’Unione Europea. E Salvini non è certo il solo. Come ogni anno tutto il centrodestra si schiera contro la “barbarie” musulmana rappresentata dal sacrificio dei capretti (che devono essere maschi e adulti). È lo stesso centrodestra che propone di bombardare i barconi, di trattenere i migranti nei centri di detenzione in Libia e che non si dimostra altrettanto sensibile quando a morire sono i bambini o i migranti che annegano nel Mediterrano nel tentativo di arrivare in Italia. Qualcuno potrebbe parlare di specismo alla rovescia. Ma molto probabilmente si tratta solo di una forma strisciante di razzismo.

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