Economia

La manovra di Salvini costa 42 miliardi

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La manovra di Matteo Salvini costa 42 miliardi e Giovanni Tria dovrà adattarsi. Repubblica oggi mette a confronto le soluzioni indicate dal ministro dell’Economia per la legge di stabilità 2019 e quelle di Salvini, che promette le modifiche alla legge Fornero, il taglio di 20 centesimi sulle accise dei carburanti e la Flat tax per le partite IVA di cui abbiamo già parlato ieri. Insieme, si tratta di un conto che arriva quasi a 42 miliardi, ovvero una ventina di più di quanto messo a preventivo da Tria, che punta alla sterilizzazione dell’IVA per 12,4 miliardi, a 3,5 miliardi di spese indifferibili e 6,5 miliardi per tamponare l’effetto spread e la minore crescita del Prodotto Interno Lordo.

manovra salvini 42 miliardi

Un rapido calcolo sui rilanci di Salvini, come accennato, arriva a 20 miliardi: lo smontaggio della Fornero e l’introduzione di quota 100 tra età contributiva ed età anagrafica, costa 11,5 miliardi nel solo 2019; la promessa riduzione delle vecchie accise sulla benzina, se fosse di soli 20 centesimi, costerebbe 6 miliardi; mentre l’estensione del regime forfettario del 15 per cento per piccole imprese e professionisti dagli attuali ricavi di 25-50 mila euro a 100 mila euro avrebbe bisogno di coperture per 2-2,5 miliardi.

Lo spettro dell’aumento dell’Iva si allunga sulla manovra: naturalmente Di Maio e Salvini negano, ma gli studi che circolano dicono che esiste una strada per far scattare aumenti per 8 miliardi e per spenderne solo 4,5 per mettere al riparo le famiglie più bisognose intervenendo sul luce, gas e acqua. Si sa anche che Tria, prima di diventare ministro, si era espresso a favore di un aumento dell’Iva, come del resto fanno regolarmente Fmi e Ue nei loro rapporti tecnici. La strada è quanto mai stretta. Anche perché la richiesta di flessibilità a Bruxelles potrà essere accettata solo con una forzatura politica.

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