Economia

I 18 macchinisti sospesi e accusati di aver sabotato la metro a Roma

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Diciotto macchinisti della Metro hanno ricevuto una lettera di sospensione da ATAC con decurtazione in busta paga e minaccia di richiesta danni. Questo il risultato del famoso dossier che accusava di sabotaggio i macchinisti per aver segnalato guasti considerati dall’azienda di poco conto ai treni della metro in una forma di sciopero bianco che somiglia molto ai disservizi di queste settimane, anche se i sindacati hanno negato tutto anche con volantini affissi e distribuiti nelle stazioni. I fatti per cui sono arrivate le sospensioni risalgono alla scorsa estate, racconta oggi il Messaggero, che fa sapere che i conducenti potrebbero vedersi chiedere fino a 1800 euro per ogni giorno in cui hanno simulato un malfunzionamento o ne hanno amplificato la gravità.

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Il volantino comparso senza firma nelle metro di Roma

La motivazione della presunta azione di sabotaggio risiederebbe nella decisione di andare al concordato preventivo aumentando i carichi di lavoro: dopo la circolazione delle prime indiscrezioni in azienda e sui giornali, improvvisamente le segnalazioni di guasti sono cresciute e le metro hanno cominciato a viaggiare con treni ridotti e corse al rallentatore. Nel 2015 altri macchinisti vennero sospesi per uno “sciopero bianco” mentre nel giugno scorso ci furono sospetti anche sui guasti agli autobus. Il 21 novembre scorso si era poi verificato ancora un caso di dieci treni improvvisamente guasti o fermi nelle officine a causa di problemi di manutenzione.
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A partire dai famigerati parabrezza delle motrici di testa, sostituiti dopo l’incidente in banchina dell’11 luglio scorso di Natalya Garkovich, con nuovi vetri ritenuti non idonei a garantire la sicurezza a causa di riflessi. Le norme in questo parlano chiaro: quando un macchinista ritiene che un mezzo di trasporto viaggia con elementi a bordo che non garantiscono la sicurezza si deve fermare. I controlli di ATAC hanno svelato che il 10% dei macchinisti era responsabile del 50% di segnalazioni di presunti guasti. Attualmente quelli finiti sotto accertamento sono più di novanta.

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