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Lo spaccio di cocaina a domicilio a Milano

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Un cellulare Nokia con una rubrica telefonica può arrivare a valere fino a 200mila euro. Dipende da cosa c’è dentro, però. Nel caso, raccontato oggi da Cesare Giuzzi sul Corriere della Sera, si parla del telefono utilizzato dalla Banda della Comasina per spacciare cocaina a domicilio. Con tanto di centralista che smista le chiamate (Frank) e una serie di “cavalli”, ovvero piccoli spacciatori, già in strada e pronti a spostarsi per la consegna a casa per 30 euro a dose. Il compenso di ogni cavallo incaricato delle consegne porta a porta è prestabilito: 3 dosi ogni 15 consegnate. Al pusher restano 90 euro, oppure può tenersi le 3 dosi e pipparsele per conto suo. Così si risolve il problema della cresta sulle consegne, della droga che sparisce.

Quartiere Isola, le 18.16 di giovedì 5 aprile 2018. Al cellulare la voce di una donna di 42 anni, lavora all’Agenzia delle Entrate. Dall’altro capo del telefono c’è lui, Gianni. Accento meridionale, 46 anni, precedenti per narcotraffico e legami con i clan calabresi: «Questo è il numero nuovo, l’altro lascialo stare». Gianni ha cambiato scheda. Ogni volta che accade, per precauzione o per necessità, avverte i clienti. Uno a uno. Lo ha fatto anche alle 3 di notte del 17 settembre 2018, un sms identico inviato a tutta la rubrica: «Ciao ragazzi, sono Gianni. Sono tornato per voi. Preparate gli occhiali da sole, solito menù, lunedì dalle 17 in poi. A presto».

Lo riceve una ragazza di 18 anni, origini comasche, studi scientifici e famiglia in Svizzera: «Dal 2017 a fine aprile 2018 ho contattato Gianni per acquistare dosi di cocaina. Ogni volta che cambiava mi scriveva un sms dicendomi che era la sua nuova utenza». Il 6 aprile, in una delle conversazioni intercettate dai carabinieri del Nucleo investigativo nell’inchiesta coordinata dal pm Francesca Crupi (13 arresti), la ragazza chiede a Gianni di mandare qualcuno a«salutarla» in viale Premuda, vicino a piazza Cinque Giornate: «Mi sapresti dire più o meno che macchina ha? Perché se no ogni macchina che passa, che si ferma…vado lì come una cogliona». L’sms con il nuovo numero di Gianni arriva anche a un ragazzo di 31 anni che abita a Porta Venezia: imprenditore, studi di lingue, istruttore di volo. «Ritengo che il riferimento agli occhiali da sole sia relativo allo stato di alterazione post assunzione di cocaina».

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Il consumo di cocaina in Europa e in Italia (Corriere della Sera, 8 gennaio 2020)

Una volta il sistema della consegna a domicilio o del pusher di fiducia era riservato ad ambienti di un certo livello. Oggi il coca delivery è su larga scala, è diventato un’enorme piazza di spaccio virtuale.

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