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La Listeria e i surgelati ritirati

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La Listeria monocytogenes è un batterio che sopravvive alle basse temperature e provoca gastroenterite con febbre, e in alcuni casi la morte, è diventato ieri il protagonista di un allarme alimentare. Tutto è iniziato con un comunicato della Findus, azienda svedese di surgelati, che sul suo sito online ha comunicato con riferimenti precisi i lotti di «Minestrone Tradizione» ritirati dal mercato dopo che il fornitore belga Greenyard aveva segnalato la possibile contaminazione da Listeria di alcuni fagiolini provenienti dall’Ungheria, uno degli ingredienti del prodotto.

La Listeria e i surgelati ritirati

La Lidl ha tolto invece dagli scaffali lotti di mais e mix di verdure surgelate con il marchio Freshona. Dal 2015 in poi un focolaio infettivo di listeria ha colpito Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Regno Unito. In tutto 47 i casi (dei quali 18 solo quest’anno) con 9 morti. Nello stabilimento ungherese dove sono stati confezionati i prodotti ritirati potrebbero non avere seguito tutte le regole: gli alimenti devono subire un trattamento preliminare di cottura. Dario De Medici, che lavora al dipartimento sicurezza alimentare dell’Istituto superiore di sanità, spiega a Repubblica:

Quali sono gli alimenti più a rischio?
«Quelli pronti per il consumo, che non subiscono alcun trattamento al calore. La listeria infatti già a 70 gradi di temperatura inizia a morire. Quindi basta cuocerli».

Come sono lavorati i vegetali surgelati?
«Di solito prima di essere raffreddati subiscono un trattamento preliminare di cottura, che serve anche ad eliminare gli enzimi che possono danneggiarli».

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La listeria e i surgelati ritirati (Corriere della Sera, 8 luglio 2018)

«Gli stessi ceppi di listeria monocytogenes — dicono da Efsa — sono stati riscontrati in ortaggi surgelati prodotti dalla medesima azienda ungherese nel 2016, 2017 e 2018, il che suggerisce una persistenza dei ceppi nell’impianto di trasformazione». Dal ministero alla Salute ieri sera hanno spiegato che «al momento non risultano focolai di infezione in Italia ed i richiami sono effettuati in via precauzionale». Gli uffici, assicura la ministra Giulia Grillo, stanno facendo tutti i controlli necessari.

I prodotti ritirati per la listeria

Nel nostro Paese a esser stati ritirati dall’azienda in via precauzionale sono stati 14 lotti di minestrone Findus, per “la potenziale contaminazione da Listeria di una partita di fagiolini, utilizzati in minima parte all’interno dei prodotti oggetto del richiamo”, spiega l’azienda sul suo sito. I lotti interessati dal ritiro sono: Minestrone Tradizione da un KG (L7311, L7251, L7308, L7310, L7334); Minestrone Tradizione 400g (L7327, L7326, L7304 e L7303); Minestrone Leggeramente Sapori Orientali 600g (L7257, L7292, L7318, L8011) e Minestrone Leggeramente Bontà di semi 600g (L7306). Il potenziale rischio, precisa Findus, “si riferisce esclusivamente ai lotti dei prodotti menzionati”. Ma il ritiro ha riguardato anche due prodotti surgelati, verdure miste e mais, a marchio Freshona venduti nei punti vendita Lidl della sola Sicilia.

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Questi i lotti: Art. 79520 “Freshona” Mais surgelato, 450g Codice a barre 20417963; Art. 12105 “Freshona” Mix di verdure surgelate, 1000g – Assortimento Gemüsemix – Mix di verdure Codice a barre 20039035. Scattate le misure anche oltre i confini nazionali. In Austria ha riguardato il marchio Penny, con prodotti venduti nell’omonima catena di supermercati, in particolare i mix di verdure messicane, fritte, alla borgognona e balcaniche. In Germania il mix di verdure Freshona Gemüsemix e il mais dolce venduto dai supermercati Lidl. Nel Regno Unito, 43 prodotti a base di mais dolce sono stati ritirati dal principale fornitore di supermercati Greenyard Frozen Uk. Tra quelli anche i prodotti a marchio proprio di Tesco, Aldi e Sainsbury. In Finlandia mais e mix di verdure sono stati ritirati dalle catene Kesko e S Group. La listeriosi, dovuta ad intossicazione da Listeria monocytogenes, è una malattia rara ma spesso grave, con elevati tassi di ricovero ospedaliero e mortalità.

La Listeria e l’etichetta di origine

Il ritiro di lotti contaminati dal batterio della Listeria in Italia ed in tutta Europa “è purtroppo solo l’ultimo della serie di allarmi alimentari che si propagano rapidamente in Europa rispetto ai quali l’esperienza di questi anni dimostra l’importanza di una informazione corretta con l’obbligo di indicare in indicare in etichetta l’origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti”. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione degli annunci da parte della Findus e della catena distributiva Lidl del ritiro di lotti di minestrone, mais e verdure surgelate per il rischio di contaminazione da Listeria segnalata dall’ azienda belga Greenyard. “Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l’ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve di frutta o per gli ortaggi conservati, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere – sottolinea la Coldiretti – di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme comunitarie”. Un’esigenza dinanzi a rischi alimentari – spiega la Coldiretti – in una situazione in cui sono stati 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione Europea in un anno.

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