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L’ipotesi della lite nel parco prima dell’omicidio di Luca Sacchi

luca sacchi

Una lite nel parco della Caffarella potrebbe aver preceduto, temporalmente, l’omicidio di Luca Sacchi. È un’ipotesi investigativa su cui lavorano la polizia e i magistrati che nei prossimi giorni dovrebbero far partire gli interrogatori di chi ha partecipato a quell’incontro, descritto nei minimi particolari dal gip nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere con la quale Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi di Casal Monastero, di fronte a San Basilio, sono finiti in cella, accusati di concorso in omicidio volontario e rapina.

L’ipotesi della lite nel parco prima dell’omicidio di Luca Sacchi

Non c’è intanto nessuna traccia del revolver calibro 38 che Del Grosso ha usato per sparare alla testa a Sacchi. Non si esclude che sia stata riconsegnata a chi l’aveva fornita ai due. E non c’è ancora alcuna spiegazione per la Smart Four Four che i due, secondo le testimonianze, avevano noleggiato e con la quale sono scappati imboccando contromano via Bartoloni. Il Corriere della Sera Roma racconta che c’è un testimone che deve essere ancora ascoltato:

Sarà sentito il testimone-chiave della vicenda, un ragazzo di 20 anni che si era recato vicino al «John Cabot» per acquistare le sigarette a un distributore automatico e che ha riferito di aver visto Del Grosso scendere dall’utilitaria, camminare impugnando la pistola lungo il corpo e poi alzare il braccio per premere il grilletto. Nessuna aggressione, quindi, in quel momento. Nessun assalto a Luca e alla fidanzata Anastasiya con la mazza da baseball portata invece da Pirino, ma i fidanzati avevano comunque sul corpo i segni di percosse: il 24enne personal trainer in particolare lesioni profonde alle braccia. Ma tutto ciò quando è successo se Del Grosso alle 23 non ha fatto altro che premere il grilletto per uccidere e poi fuggire con la Smart?

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La nuova ricostruzione dell’omicidio di Luca Sacchi (Corriere della Sera, Roma 30 ottobre 2019)

Intanto non sono stati trovati contatti telefonici tra i due gruppi di persone che sono attualmente oggetto di indagine. C’è anche una pista mafiosa da seguire, che potrebbe spiegare perché non è stata ritrovata l’arma.

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