Economia

Le opere sbloccate dal ministero delle Infrastrutture

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Il Sole 24 Ore pubblica oggi un riepilogo delle opere sbloccate dal ministero delle Infrastrutture. La ministra Paola De Micheli  pubblicherà sul sito del ministero un contatore che tenga aggiornato l’elenco delle opere avviate a gara. De Micheli, racconta oggi quotidiano di Confindustria, ha già messo a fuoco la sua analisi, originale, sulle cause di blocco dei cantieri e su cosa fare per sbloccarli. «Non faremo la valanga di commissari che immaginava di fare il precedente ministro – dice – ma li limiteremo a situazioni che presentano gravi problemi amministrativi o progettuali. Per il momento ci fermeremo a dieci opere da commissariare, con sei commissari, oltre alle cinque dell’Alta velocità e del Mose già previste per legge». Fra queste opere dovrebbero esserci cinque dighe e invasi idrici in Sardegna (che però avranno un solo commissario), ferrovie come la Genova-Ventimiglia o la Fortezza-Verona e opere stradali o autostradali come la Ragusa-Catania.

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Il ministero delle infrastrutture e le opere sbloccate (Il Sole 24 Ore, 5 dicembre 2019)

Poi la ministra parla della Gronda di Genova e delle concessioni ASPI:

È un’opera in cui il percorso definito è proprio questo, con la risoluzione votata dalla maggioranza il 9 ottobre. Abbiamo deciso che l’opera si fa ed è un punto fermo. Ma anche che servono dei momenti di incontro per risolvere gli aspetti che portano dal progetto all’apertura del cantiere. Questi tavoli li attiverò il 16 dicembre per fare un passo avanti. Certo non mi nascondo che sull’avvio di quell’opera pesa la decisione sulla concessione Aspi.

Ecco, appunto, l’ipotesi di revoca della concessioni Aspi. La decisione è imminente?
Mi faccia andare per ordine. Ci sono due questioni da affrontare: una è la revisione delle concessioni, l’altra il caso specifico di Aspi. Sul primo punto abbiamo una delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti che, non essendo previsto un obbligo di legge, va negoziata con i singoli concessionari. Questa delibera ridisegna le tariffe e l’impatto che gli investimenti hanno su di esse, perché nessuno può far finta che il mondo non sia cambiato e siamo in un mondo a tassi zero. In secondo luogo la delibera Art definisce una tariffa che scatterà solo sulla base degli investimenti effettuati.

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