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La prof che porta gli studenti al comizio di Renzi

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La Stampa racconta oggi una curiosa vicenda che riguarda la presenza di una scolaresca del liceo scientifico «Gramsci», a Ivrea, al comizio del leader del Pd, Matteo Renzi:

Lunedì scorso la tappa dell’ex capo del governo impegnato nel suo tour in treno «Destinazione Italia» ha riguardato l’ex città dell’Olivetti. Renzi, arrivato con oltre un’ora e mezza di ritardo, ha fatto il suo ingresso nel vecchio salone dei 2000, uno dei maggiori simboli della città, per essere stata l’aula magna usata da Camillo Olivetti prima e da Adriano poi durante le assemblee di fabbrica e i confronti con i lavoratori. Tra abbracci, selfie, sorrisi, pacche sulle spalle, ad accogliere il segretario del Pd c’erano 200 persone, compresi alcuni sindaci con fascia tricolore (che poi hanno tolto non trattandosi di un incontro istituzionale). Tra gli astanti, accomodati sulla balconata, c’erano anche una ventina di ragazzi della quarta scientifico.
Il fatto, in un primo momento, è passato inosservato. Poi la questione è approdata sui social. Apriti cielo. La domanda più gettonata: «Ma la scuola sapeva di mandare dei ragazzi a un incontro con un segretario di partito? Non si trattava mica di un’assemblea istituzionale». La risposta è tranchant: no, la scuola non ne sapeva nulla. E’ la stessa dirigente scolastica, Daniela Vaio a prendere ora le distanze: «Eravamo ignari di tutto, è stata un’iniziativa personale di un’insegnante. Stiamo indagando, faremo le dovute valutazioni, nel caso prenderemo provvedimenti disciplinari». Stop.

liceo gramsci prof
La parte divertente della vicenda è che l’istituto Gramsci è stato in prima linea contro la Buona Scuola, invocando anche il ritiro del DDL. In ogni caso è arrivata dal PD locale anche una specie di spiegazione:

Tocca a Elisabetta Ballurio, presidente del Consiglio comunale di Ivrea, renziana di ferro, chiarire: «È stata l’insegnante a contattarmi, a chiedere dove e a che ora portare gli studenti. È una polemica sterile: si parla di giovani che non si interessano della cosa pubblica e quando poi partecipano ad un incontro con un leader di partito si grida allo scandalo».

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