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La curiosa marcia indietro del Codacons sull'esposto contro i vaccini contaminati

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Il Codacons – l’associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi – non è contro i vaccini. Ed è per questo che oltre ad aver annunciato di voler fare ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la legge Lorenzin il Codacons Sicilia ha presentato un esposto-denuncia alla Procura di Catania per omicidio colposo, commercio e somministrazione di medicinali guasti. Alla base della denuncia c’è il contestatissimo studio sulle nanoparticelle condotto dai coniugi Gatti&Montanari.

L’esposto del Codacons contro i vaccini assassini

Sul banco degli imputati ci sono i vaccini pediatrici. Codacons e Covasi- Sicilia (Comitato Vaccini Sicuri), sulla scorta dello studio di Antonietta Gatti e del “farmacologo, scienziato e divulgatore di fama internazionale” Stefano Montanari affermano che «sono state identificate nei vaccini analizzati, ad es. particelle di acciaio inossidabile, acciaio inox ma anche di tungsteno e cloruro di calcio. Tali particelle non sono né biocompatibili né biodegradabili, pertanto, capaci di creare reazioni avverse, anche gravi». Secondo il Codacons «non è dato sapere con certezza quali effetti sull’organismo umano possano avere queste particelle inquinanti» ma l’esperienza degli scienziati ci dice che «le particelle possono attaccare l’organismo in tanti modi diversi».
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Insomma per la stessa ammissione del Codacons non c’è alcuna evidenza scientifica che consenta di dire che quei “nanocomponenti” sono pericolosi per la salute. Eppure Codacons e Covasi ritengono che siano imputabili proprio ai vaccini – e alla contaminazione da metalli pesanti – i tredici decessi “sospetti” registrati negli ultimi mesi. Scrive il Codacons Sicilia: “in meno di tre mesi, sono tredici il numero dei bambini mortie l’elenco dei piccoli morti cresce di giorno in giorno”. La fonte di questa dichiarazione? Gli articoli dei giornali. Nella maggior parte dei casi si parla di sospetto di casi di SIDS (Sudden infant death syndrome – Sindrome della morte in culla) per i quali non esiste alcuna correlazione di causa effetto con i vaccini pediatrici.
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Ed è solo un caso che una decina di giorni fa Marcello Pamio – autore di libri come “Cancro SPA” , “La Fabbrica dei malati” (sui danni della medicina moderna) e “Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale” dove Pamio denuncia i crimini del NWO – abbia pubblicato sul suo profilo Facebook l’elenco dei tredici morti “da vaccino” a causa della legge Lorenzin. Noto antivaccinista fine luglio Pamio aveva accolto l’approvazione al senato del DL Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie dichiarando la morte della democrazia in Italia e presentando un esposto ai Carabinieri contro la ministra della Salute.

Il Ministero denuncia il Codacons per procurato allarme

Non è del resto molto chiaro come mai il Codacons siciliano abbia scelto di ignorare l’esito delle verifiche effettuate dall’Agenzia francese del farmaco (ANSM – Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé) sullo studio di Gatti e Montanari. L’indagine condotta in Francia ha evidenziato le numerose lacune a livello metodologico (assenza di controlli, analisi di un solo campione, modalità di preparazione favorente la formazione di particelle) della ricerca della dottoressa Gatti così come sòvimr criticità scientifiche. Secondo i ricercatori francesi “non è possibile trarre delle conclusioni chiare riguardo ai rischi sanitari legati alla presenza di determinati metalli”. Anche perché tracce di quei metalli sono state reperite anche nella soluzione fisiologica. Come ha spiegato l’ISS «secondo gli esperti francesi è possibile trovare tracce di nanoparticelle metalliche nei vaccini e in altri prodotti farmaceutici semplicemente perché tali particelle si trovano ovunque nell’ambiente».
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Il Ministero della Salute ha deciso di presentare la sua contro-denuncia per il reato di procurato allarme. “Le affermazioni del Codacons risultano destituite di ogni fondamento e volutamente dirette a creare panico tra la popolazione” ha dichiarato un rappresentante del Ministero all’ANSA. Anche l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) è intervenuta nella vicenda spiegando che «non c’è nessuna relazione accertata fra i casi segnalati dal Codacons e le vaccinazioni». Dopo le dichiarazioni del Ministero e dell’Agenzia del Farmaco il Codacons si è affrettato a dichiarare che «per quanto riguarda i decessi sospetti di bambini degli ultimi mesi, non abbiamo mai affermato che tali morti siano sicuramente da attribuire alle vaccinazioni. In assenza di prove certe, mai ci sogneremmo di fare simili dichiarazioni. Ci siamo limitati a segnalare alla magistratura i casi di morti sospette degli ultimi mesi».
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Insomma il Codacons prima si appoggia ad uno studio la cui veridicità è già stata smentita poi ammette di non sapere nulla di preciso sui casi di bambini “morti per vaccino” a causa di “vaccini contaminati”. E la cosa più strana è che lo studio citato dal Codacons sostiene invece l’esistenza di una correlazione tra la contaminazione tra nanoparticelle e reazioni avverse (e Montanari ha detto che i vaccini uccidono). Ma forse al Codacons non l’hanno letto.