Economia

La fusione FCA-PSA e l'idea di Marchionne

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sergio marchionne fca

Il Sole 24 Ore oggi racconta che il progetto di fusione tra FCA e PSA che porterebbe Fiat e Peugeot insieme con una governance che vede John Elkann alla presidenza e Carlos Tavares a fare l’amministratore delegato era già stato studiato a suo tempo da Sergio Marchionne. Ma c’era un problema a fermare l’ipotesi: i rischi per gli impianti in Italia:

Diversi anni fa, mentre Marchionne tentava l’affondo poi fallito a General Motors e presentava al mondo il suo personale manifesto per un consolidamento del settore auto, sul tavolo del manager c’era un altro dossier gradito a tanti. Era il progetto di creare un asse con Psa. Un piano rispetto al quale il ceo della compagnia francese, Tavares, aveva già dato un suo primo parziale assenso. Al punto da rendersi disponibile a compiere un passo indietro per lasciare il timone a Marchionne, nel tentativo di sgomberare il campo da ogni possibile difficoltà sul tema della governance di gruppo.

Questione che, neppure oggi, pare essere un tassello difficile da incastrare. Allora, poi, le condizioni apparivano favorevoli sotto diversi punti di vista. Chrysler era stata assorbita, l’idea Gm stava sfumando e il progetto alternativo sembrava invece davvero poter prendere forma. Tanto che i vertici di Fca, secondo alcune testimonianze, incontrarono in almeno un paio di occasioni l’allora ministro delle Finanze e oggi presidente della Repubblica, Emmanuel Macron. Colloqui cordiali dove il tema fu messo sul piatto. La strada si rivelò però ben presto in salita. Al tempo furono due gli elementi a giocare a sfavore: le resistenze della famiglia Peugeot e alcune perplessità di Marchionne legate al fatto che l’alleanza tra i due costruttori si potesse trasformare in una semplice operazione di cost cutting. Aspetto, quest’ultimo, valido ancora oggi.

psa fca peugeot fiat
PSA e FCA: i due gruppi a confronto (Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2019)

Sul piano commerciale le due realtà sono fortemente complementari. Allo stesso modo, però, sul territorio europeo la concentrazione produttiva potrebbe spingere a una revisione del numero degli impianti. La sola Fiat conta ben sette stabilimenti nel Vecchio Continente. E poi c’è il socio cinese con cui fare i conti, Dongfeng. Così come gli aspetti finanziari. Il momento gioca certamente a favore del colosso transalpino. Psa capitalizza 22,5 miliardi mentre Fiat circa 18,2 miliardi. La differenza, però, è che il gruppo francese tratta oltre sette volte gli utili mentre quello italo-americano poco più di 4 volte stando alle analisi Bloomberg.

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