Economia

La flat tax per le partite IVA ne favorirà l’aumento

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La flat tax per le Partite IVA aiuta i liberi professionisti ma penalizza i dipendenti: chi godrà della nuova aliquota al 15% pagherà tasse che potranno essere la metà rispetto a uno stipendiato con lo stesso reddito. Il corollario immediato di questo aggiornamento è che la nuova tassazione favorirà l’aumento delle Partite IVA e gli “scambi” tra contratti di lavoratori dipendenti e “collaborazioni”. Spiega oggi Repubblica:

Il rischio implicito nelle norme annunciate è quello di alimentare l’evasione, frammentare gli studi associati, ridurre l’occupazione. E’ vero che si pagherà di meno, ma per farlo, cioè per beneficiare del forfait al 15 per cento (che, ricordiamolo, comprende Irpef, Irap e Iva) è essenziale rimanere piccoli, ovvero non bisogna avere dipendenti che costino più di 5 mila euro l’anno, non bisogna utilizzare beni strumentali per un valore superiore ai 20 mila euro l’anno e soprattutto non si può essere soci di società e associazioni professionali.

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La flat tax e la tassazione del dipendente (La Repubblica, 30 settembre 2018)

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha diffuso uno studio nel quale si precisa che il totale complessivo dei beneficiari è un milione e mezzo, ma di questi circa un milione già sono sottoposti al regime della “flat” per le partite Iva. Perché? Perché come alcuni sanno il “regime dei contribuenti minimi”, come lo aveva chiamato più sobriamente il centrosinistra, già esiste in Italia ma con tetti più bassi dei 65 mila euro che si vogliono introdurre. Oggi il tetto è variabile: ad esempio, è limitato a 30 mila euro per i liberi professionisti e arriva a 50 mila per il commercio al dettaglio e all’ingrosso.

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