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Khalid e Ibrahim El Bakraoui: chi sono i kamikaze di Zaventem

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La notizia della loro cattura era stata smentita dalla polizia belga mercoledì scorso nell’ambito dell’operazione che ha portato alla cattura di Salah Abdeslam. E adesso Khalid e Ibrahim El Bakraoui sono sospettati di essere i kamikaze dell’aereoporto di Zaventem a Bruxelles. La notizia è stata diffusa dalla tv belga Rtbf, che cita fonti di polizia. I due fratelli avevano precedenti ma non per terrorismo. Vivevano a Bruxelles e Khalid aveva affittato sotto falso nome un appartamento a Forest in rue du Dries 60. Invece l’uomo con il cappello nero e la giacca chiara, ricercato dalla polizia belga dopo gli attentati di ieri all’aeroporto di Bruxelles, sarebbe Najim Laachraoui, considerato l’artificiere di Parigi e identificato due giorni fa. Lo riferisce Rtbf. Il suo dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France, il 13 novembre scorso.

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Ibrahim el Bakraoui e Khalid el Bakraoui: i due scappati da Forest

Khalid e Ibrahim El Bakraoui: chi sono i kamikaze di Zaventem

I due fermati nelle operazioni condotte dopo la sparatoria a Forest, un uomo con una gamba rotta bloccato all’ospedale di Halle e un altro intercettato in una perquisizione dopo il ritrovamento di due caricatori, un kalashnikov e un vestito nero, erano stati rilasciati. E infittisce ancor più il giallo l’identikit fatto circolare da alcuni media di un solo uomo – quando i fuggitivi sono due – sui 25-28 anni, nordafricano, con occhiali e cappellino bianco che sarebbe stato girato alle polizie del Belgio ma non diffuso pubblicamente né confermato dalla Procura all’epoca. A Charleroi la polizia aveva isolato tracce di dna di Chakib Akrouh, che si è fatto esplodere cinque giorni dopo gli attentati in un appartamento di Saint-Denis, nord di Parigi, oltre che impronte digitali di Abdelhamid Abaaoud, considerato uno dei principali organizzatori degli attentati che hanno provocato 130 morti, e di Salah Abdeslam, sospettato chiave ancora latitante. Secondo il quotidiano De Standaard, il covo di Charleroi, oltre che l’appartamento di Forest, sono stati affittati sotto falso nome da un certo Khalid El Bakraoui, un residente di Bruxelles di 27 anni condannato a cinque anni di reclusione nel 2011 per furti di aiuto con azioni di violenza. Suo fratello, Ibrahim El Bakraoui, è stato condannato a Bruxelles per aver sparato con un kalashnikov contro i poliziotti dopo aver rapinato un agente di cambio nel 2010, secondo il quotidiano La Derniere Heure. Martedì, i poliziotti avevano come missione verificare se i due fratelli El Bakraoui alloggiassero nell’appartamento di Forest ma avevano poche speranze di trovarli, anche perché da alcune settimane erano state tagliate acqua e corrente.

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