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L’indagine su Rocco Casalino

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L’audio sulla “megavendetta” nei confronti dei tecnici del ministero del Tesoro evocata da Rocco Casalino contro chi, secondo lui, al ministero dell’Economia boicotta il reddito di cittadinanza, ora è oggetto di un’indagine della procura di Roma. I magistrati guidati da Giuseppe Pignatone hanno ricevuto nei giorni scorsi un esposto dei Verdi sul file in cui il portavoce di Palazzo Chigi spiegava a due giornalisti che se il progetto dei pentastellati non dovesse passare, “tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori tutti questi pezzi di m… del Mef”. Nessun indagato e nessuna ipotesi di reato, per ora. I denuncianti hanno indicato la violenza o minaccia a pubblico ufficiale. Ma saranno i pm decidere se ci sono gli estremi per procedere e, in caso, per quale reato. Spiega oggi il Fatto in un articolo a firma di Valeria Pacelli:

Ma intanto sulle parole pronunciate da Casalino la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, per ora senza ipotesi di reati né indagati e affidato al pm Francesco Dall’Olio, dopo un esposto della Federazione dei Verdi, presieduta da Angelo Bonelli. Nella denuncia si chiede di verificare se, dietro quell’audio, si possa ravvisare il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale. Ossia, in questo caso, ai dirigenti del Mef.

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È il reato, previsto dall’articolo 336 del codice penale, commesso da “chiunque usa violenza o minaccia a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o a omettere un atto dell’ufficio o del servizio” ed “è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni”. Siamo già troppo avanti: ad oggi, infatti, nel fascicolo non c’è alcun reato iscritto e Casalino, autore di quell’audio, non è indagato.

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