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In Indonesia c’è un ministro che dice che una collana di eucalipto uccide COVID-19

`Il numero di infetti è raddoppiato in pochi giorni. In tanti si affidano a cure miracolose e un ministro assicura: «Una collana all’eucalipto uccide il Covid»

syahrul yasin limpo

L’Indonesia è il quarto Paese al mondo per numero di abitanti (circa 270 milioni sparsi sulle oltre 17mila isole che compongono lo Stato) e ha appena scavalcato la Cina per numero di casi totali di Coronavirus, 89.869, ma soprattutto è tra le nazioni in cui il numero di morti è aumentato più velocemente rispetto al mese scorso, raddoppiando in pochi giorni. Questo è dovuto è dovuto al fatto che diversi focolai sono scaturiti dai furti di cadaveri all’interno degli ospedali per celebrare i riti funebri i che prevedono il lavaggio del corpo del deceduto e la sua sepoltura in un panno di cotone o di lino.

In Indonesia c’è un ministro che dice che una collana all’eucalipto uccide COVID-19

Ma, come ha raccontato il Guardian, se la popolazione fa la sua parte la classe dirigente non è da meno. Il ministro dell’Agricoltura Syahrul Yasin Limpo all’inizio di luglio è finito nei guai per aver affermato che una collana di eucalypto uccide il Coronavirus e ferma l’infezione che dà origine a COVID-19. Il ministro ha ricevuto la condanna dei maggiori esperti di salute del paese dopo aver sostenuto che la collana, se indossata per 30 minuti, poteva aiutare a distruggere il virus e che questa “tecnologia” era stata sviluppata dal ministero dell’agricoltura insieme a un inalatore che sarebbe stato prodotto in serie a partire da agosto.

Dopo le critiche il ministero ha fatto marcia indietro e ha affermato che i prodotti non saranno pubblicizzati come capaci di prevenire o curare COVID-19 e saranno classificati come prodotti a base di erbe. Invece il ministro della sanità indonesiano, Terawan Agus Putrant ha continuato a difendere la collana. “Le persone che indossano uno possono sentirsi più sicure”, ha detto a Kompas TV, “e questo potrebbe rafforzare il loro sistema immunitario”. In precedenza aveva affermato che le preghiere avevano contribuito a prevenire la diffusione del coronavirus nel paese. Intanto, racconta oggi Il Messaggero, continuano i furti di cadaveri:

A Medan ad esempio, nella popolosa regione di Sumatra, il cadavere di un paziente positivo al Covid è stato rubato da un’ambulanza da alcuni familiari e caricato in auto per dargli sepoltura. In altri casi, hanno addirittura minacciato di dar fuoco all’ospedale se non gli fosse stata consegnata la salma di un loro congiunto. Episodi simili si sono verificati tanto sulle isole più distanti, dove il governo è meno influente, come Makassar sull’atollo di Sulawesi, quanto nei centri più popolosi. Tra Surabaya, seconda città più grande dell’Indonesia, e gli agglomerati urbani dell’area di Jakarta la polizia locale ha già effettuato un centinaio di arresti. I furti peraltro non si sono fermati neppure quando il governo ha imposto agli ospedali di aumentare la sicurezza negli obitori.

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