Economia

Il governo chiederà più deficit per il Coronavirus

Lo riferiscono all’agenzia di stampa AGI fonti del Mef spiegando che si tratta della richiesta di autorizzazione per sostenere spese che comportano scostamenti dai saldi di bilancio approvati e, quindi, un ampliamento del deficit

roberto gualtieri

Il governo “sta lavorando a un secondo decreto legge con il quale adotterà misure a sostegno dell’economia reale che potranno avvalersi di risorse di finanza pubblica aggiuntive. Per poter operare in questa direzione, il Governo necessita dell’autorizzazione del Parlamento, ai sensi della legge 243/2012 che dà attuazione all’articolo 81 della Costituzione. Questa procedura verra’ proposta nella settimana entrante, in modo da poter adottare il secondo decreto subito dopo”. Lo riferiscono all’agenzia di stampa AGI fonti del Mef spiegando che si tratta della richiesta di autorizzazione per sostenere spese che comportano scostamenti dai saldi di bilancio approvati e, quindi, un ampliamento del deficit.

Il governo chiederà più deficit per il Coronavirus

“Nelle more di questa procedura – spiegano le stesse fonti – il governo ha ritenuto opportuno procedere subito, con un primo decreto legge già nella settimana corrente, allo scopo di sostenere la liquidita’ di imprese e famiglie con la sospensione dei pagamenti tributari, contributivi, assicurativi nonché di ratei dei mutui. Il ricorso alla cassa integrazione in deroga consentirà alle imprese colpite dalle misure di contenimento dell’epidemia di preservare i livelli occupazionali”.

misure economiche coronavirus
Le misure economiche nel primo decreto legge sul Coronavirus (Il Sole 24 Ore, 29 febbraio 2020)

Stamattina il segretario della Cgil Maurizio Landini in un’intervista in apertura della Stampa aveva detto: “Bisogna riavviare tutte le attività, comprese quelle fuori dalle zone direttamente coinvolte. Serve un grande piano che rilanci il lavoro di qualità, gli investimenti pubblici e privati, la formazione e la ricerca, e aprire una discussione con l’Europa sullo scomputo dal deficit degli investimenti e delle spese necessarie per affrontare questa situazione eccezionale, che colpisce ovunque ma, per ora, l’ Italia in modo pesante”. Invece in una nota il parlamentare di Forza Italia Renato Brunetta aveva messo in guardia dai pericoli: “Il governo dovrebbe innanzitutto riconoscere lo stato di recessione, ormai stimata da tutti gli istituti di previsione. Una recessione che, tra le altre cose, avrà pesanti ripercussioni sulla finanza pubblica del nostro Paese. Se il Pil dovesse scendere davvero del -1,0% nel 2020, il rapporto deficit/Pil salirebbe vicino alla soglia del 3,0% e il rapporto debito/Pil verso la soglia del 140,0%, oltre la quale le agenzie di rating cominciano a scontare la possibilità di ristrutturazione del debito (nel caso della ristrutturazione greca fatta nel 2012 il rapporto era attorno al 160,0%)”.

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