Economia

Il fallimento del Reddito di Cittadinanza per trovare lavoro

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«Scarso se non nullo risulta, al momento, l’impatto del Reddito di Cittadinanza sul mercato del lavoro» così la SVIMEZ, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, nel suo rapporto annuale presentato oggi alla Camera. Confermati sostanzialmente il giudizio espresso nella Nota di aggiornamento al DEF che aveva certificato come la grande misura di sostegno al reddito e rilancio dell’occupazione fortemente voluta dal MoVimento 5 Stelle non abbia avuto alcun effetto sul mercato del lavoro.

Il RdC non crea lavoro nemmeno al Sud

La ragione è semplice: il governo Conte 1 e l’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio hanno accelerato i tempi per poter iniziare ad erogare il Reddito di Cittadinanza prima delle elezioni europee. Ma così facendo non hanno atteso la creazione della struttura necessaria per accompagnare gli aventi diritto alle fatidiche tre offerte di lavoro. Cosa è successo quindi? È successo che il RdC è diventata una misura prettamente assistenzialistica senza alcuna prospettiva di far calare la disoccupazione (o, per quel che vale, favorire una ripresa dei consumi).

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Fonte: Rapporto SVIMEZ

Ma è al Sud, dove una diminuzione della disoccupazione era maggiormente attesa, che il RdC si rivela nel suo più totale fallimento. Nel suo rapporto la SVIMEZ sottolinea innanzitutto che «la povertà non si
combatte solo con un contributo monetario e che identificare la misura come una politica per il Mezzogiorno è scorretto perché si basa sulla dannosa semplificazione che vorrebbe dividere il Paese nei due blocchi contrapposti e indipendenti di un Nord-produttivo e un Sud-assistito». Una mentalità sbagliata perché così non si vanno a risolvere i problemi del Sud Italia, che sono molti e non riguardano solo l’occupazione ma anche il divario territoriale nei servizi scolastici e nei trasporti.

Come il Reddito di Cittadinanza non sta aiutando il Mezzogiorno

Ridurre al Reddito di Cittadinanza – che è una misura nazionale – la totalità delle politiche per il Mezzogiorno è poco lungimirante e dannoso. Paga magari a livello della propaganda, ma il disastro del M5S alle Europee certifica che forzare la partenza del Reddito di Cittadinanza è servito a poco. Con l’entrata in vigore del RdC «ci si aspettava un aumento del tasso di partecipazione e del tasso di disoccupazione che nei cinque mesi trascorsi non c’è stato», scrive la SVIMEZ. Anzi, secondo l’associazione «sembra che il Reddito di Cittadinanza stia allontanando dal mercato del lavoro anziché richiamare persone in cerca di occupazione». Esattamente l’effetto opposto a quello che si voleva ottenere. E a nulla per il momento è servito l’avvio (a luglio) della riforma dei centri per l’impiego e l’assunzione dei Navigator. Due provvedimenti che non sono per ora stati in grado di modificare la tendenza.

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C’è poi per la SVIMEZ un altro problema: «il trasferimento monetario ”spiazza” il lavoro perché tende ad alzare il salario di riserva e, di conseguenza, disincentiva il beneficiario ad accettare posti precari,  occasionali, a tempo parziale». Ma forse questa è una delle poche conseguenze positive del RdC visto che libera i cittadini dal ricatto di dover accettare un lavoro precario od occasionale. Il vero problema è che non c’è al momento un’alternativa a quei posti precari, nel senso che il sistema dei Navigator e dei centri per l’impiego non ha fornito risposte che superino il sistema del lavoro occasionale. E non è affatto scontato che riescano a farlo. Anche perché poco prima l’associazione registrava il «peggioramento qualitativo del mercato del lavoro, dovuto alla crescente precarizzazione» nel Mezzogiorno. Addirittura per la SVIMEZ La crescita del lavoro a bassa retribuzione «è una delle cause, in particolare nel Mezzogiorno, per cui la crescita occupazionale nella ripresa non è stata in grado di incidere su un quadro di emergenza sociale sempre più allarmante».

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La soluzione proposta dalla SVIMEZ è drastica:  superare il Reddito di Cittadinanza per dirottare le risorse disponibili verso il finanziamento di «un sistema integrato di servizi per le fasce più deboli della popolazione» per contrastare l’abbandono scolastico e migliorare i servizi socio-sanitari. Chissà se Di Maio coglierà l’occasione per riflettere sul Reddito di Cittadinanza. Del resto proprio oggi ha dichiarato in un video su Facebook che «i politici guardando alle prossime elezioni, gli statisti guardano alle future generazioni». Confermando una volta di più di essere un politico e non uno statista.

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