Economia

Gli F35 che il M5S non voleva sono in arrivo

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Il M5S è sempre stato contrario all’acquisto degli F35, da quando è al governo ha ipotizzato un passo indietro sul programma. Lo scorso maggio l’ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta ha confermato l’acquisto di 28 caccia. E così i 90 aerei dal costo di 14 miliardi di euro sono in arrivo: è stato Giuseppe Conte a rassicurare il Segretario di Stato Mike Pompeo durante l’incontro della scorsa settimana.

«L’Italia verserà i 389 milioni per gli F35, perché non è un Paese che si fa parlare dietro», aveva detto la ministra della Difesa Elisabetta Trenta nel marzo scorso. Poche settimane dopo il dossier è stato consegnato al premier Contee con il cambio di maggioranza M5S-Pd, si è deciso di procedere. Anche perché bisogna sbloccare l’ordine dei tre nuovi “lotti” scongiurando il rischio di pagare le penali.

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F35 in arrivo (Corriere della Sera, 6 ottobre 2019)

Nel marzo scorso era stato il Consiglio supremo di Difesa, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a sottolineare «il carattere di continuità, anche finanziaria, che deve necessariamente caratterizzare i programmi di ammodernamento che si sviluppano su orizzonti temporali particolarmente lunghi». Una linea che Conte evidentemente ha fatto propria. E così la scorsa settimana, durante l’incontro con Pompeo che aveva come tema centrale i dazi e il 5G, sul tavolo della trattativa sono entrati gli F35.

EDIT ore 18,26: Il M5S è nervosetto:

“Leggiamo con stupore le ricostruzioni giornalistiche riguardanti la presunta conferma del programma F-35 che il presidente Conte avrebbe dato a segretario di Stato Usa Pompeo. Il Movimento 5 Stelle ha sempre criticato questo programma militare che, cosi’ com’e’, ci indebiterebbe per almeno 50 miliardi di euro nei prossimi quarant’anni. Un progetto insostenibile che molti Paesi, Stati Uniti compresi, hanno gia’ tagliato”. Lo dichiara il senatore Gianluca Ferrara, capogruppo M5S nella Commissione Esteri di Palazzo Madama. “Una rinegoziazione – spiega – e’ doverosa anche da parte dell’Italia. Un ridimensionamento del programma di acquisto consentirebbe di liberare miliardi di euro da investire in scuole, ospedali e trasporti pubblici. I cittadini ci chiedono questo, non bombardieri strategici con capacita’ nucleare. Confidiamo nel fatto che il nostro presidente del Consiglio fara’ la scelta giusta”.

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