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Chi sono gli attentatori delle sparatorie di Parigi

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Un passaporto siriano è stato ritrovato sul corpo di uno degli attentatori kamikaze: è quanto riferisce Bfm-Tv precisando che verifiche sono in corso per verificare l’origine e l’autenticità del documento. Secondo quanto emerso da alcune registrazioni telefoniche, gli attentatori della sala concerti Bataclan a Parigi “parlavano molto bene il francese”. Lo riporta Le Figaro citando fonti investigative. È stato identificato anche un secondo autore degli attentati a Parigi. Secondo Europe 1 è un cittadino francese. Si chiamava Ismael M. ed era schedato dagli 007. Si pensa che gli attentatori fossero più di otto: si continuano a cercare eventuali fiancheggiatori. Un arresto è stato spiccato in Germania per complicità con gli attentatori di Parigi.  Un passaporto egiziano è stato ritrovato vicino a un altro dei kamikaze che si sono fatti esplodere ieri sera davanti allo Stade de France di Saint-Denis. Uno dei kamikaze era conosciuto dagli 007 francesi e schedato.

Chi sono gli attentatori delle sparatorie di Parigi

Ma nei piani dei terroristi tutto doveva cominciare dallo stadio. E lì doveva avere luogo il colpo più grosso. Almeno uno dei kamikaze in azione allo Stade de France aveva infatti un biglietto per l’amichevole Francia-Germania – disputata appunto venerdì sera – e ha tentato di entrare allo stadio. Lo riferisce il Wall Street Journal citando come fonte un agente della sicurezza che era in turno ieri sera allo stadio e la polizia francese. La guardia – di cui si conosce solo il nome, Zouheir – ha spiegato che l’attentatore e’ stato perquisito all’entrata dello stadio, 15 minuti dopo il fischio d’inizio del match, e gli e’ stata trovata addosso una cintura esplosiva. A quel punto l’uomo, allontanandosi, ha fatto detonare la cintura. Zouheir era posizionato nel tunnel dei giocatori ma e’ stato aggiornato sull’accaduto da una persona del team della sicurezza addetta alle perquisizioni. Un agente di polizia ha confermato la dinamica, aggiungendo che probabilmente il terrorista voleva far detonare la sua veste esplosiva dentro lo stadio. Circa tre minuti dopo, un altro attentatore si e’ fatto esplodere fuori dall’impianto sportivo. Un terzo si è fatto saltare in aria davanti a un McDonald situato nelle vicinanze. Negli attacchi, ha riferito la polizia, ha perso la vita un civile. Alcuni testimoni della strage della sala da concerti Bataclan hanno affermato di aver visto una donna nel commando di quattro terroristi all’origine dell’azione. Secondo la radio Europe 1, una coppia di spettatori presente al concerto afferma di aver visto i terroristi. Sono stati ascoltati per tutta la notte dalla polizia, fino alle 6 del mattino, ed hanno fornito informazioni definite preziose. La madre della donna interrogata ha riferito alla radio che sua figlia “dice di aver visto una donna. A un certo punto si è trovata di fronte ai terroristi, ha visto la donna che era da una parte. Non era armata“. Uno degli uomini, continua la madre della teste, “era giovane, un uomo di 30 anni, con una barba di tre giorni e di tipo europeo”. Secondo una tv greca uno degli attentatori era un rifugiato passato dalla Grecia. Il passaporto ritrovato accanto ad uno dei kamikaze della strage di Parigi è stato identificato come appartenente ad un rifugiato siriano registrato a Lesbo il 3 ottobre. Lo ha detto il vice ministro dell’Interno greco Nikolaos Toskas, secondo quanto riporta la tv greca Antenna news.

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La notizia della tv greca su Sky

La dinamica dell’attacco

Sono sette i terroristi morti nel corso degli attentati avvenuti ieri notte a Parigi e costati la vita ad almeno 129 persone: lo ha reso noto la Procura della capitale francese, precisando che i gruppi di fuoco erano probabilmente tre. Il cittadino francese tra il 2004 e il 2010 è stato condannato otto volte senza essere mai finito in carcere; sempre nel 2010 era stato schedato come islamista radicale ma non era mai risultato coinvolto in gruppi od organizzazioni estremiste. Inoltre, la Procura ha confermato la scoperta accanto al corpo di uno dei kamikaze fattosi saltare in aria nei pressi dello Stade de France un passaporto intestato a un rifugiato siriano, il cui nome non è noto ai servizi di sicurezza francesi. I terroristi in azione a Parigi avevano “dispositivi esplosivi del tutto identici”, ha precisato il procuratore, Francois Molins, durante una conferenza stampa. “Abbiamo trovato indosso a tutti i terroristi dei gilet con esplosivo al perossido di azoto e lo stesso tipo di detonatore”. All’interno del Bataclan, e negli scambi con le forze dell’ordine i terroristi “hanno evocato la Siria e l’Iraq”. Due auto sono state utilizzate negli attentati di ieri sera, una Seat nera per le sparatorie a Parigi e una Polo nera con targa belga parcheggiata davanti al Bataclan dai terroristi che poi sono entrati nel teatro per fare la strage. La Polo nera era stata noleggiata da un francese residente in Belgio che questa mattina è stato poi arrestato alla guida di una terza auto alla frontiera franco-belga. Con lui, altri due cittadini belgi. V – Il passaporto trovato vicino al luogo dove si è fatto esplodere uno dei kamikaze dello Stade de France appartiene a un uomo “nato nel settembre 1990 in Siria, non noto ai servizi di informazione francese”.

Una mappa dei primi tre attentati
Una mappa dei primi tre attentati

Gli identificati per le sparatorie di Parigi

Tre degli attentatori di Parigi sarebbero belgi e proverrebbero dal quartiere di Molenbeek di Bruxelles, da cui provenivano già alcuni dei terroristi del blitz di gennaio in Belgio. Lo riporta il quotidiano belga Dh online. Sono invece in corso, secondo la tv Rtbf, perquisizioni nel quartiere e una persona sarebbe stata arrestata. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se il passaporto siriano e regololare e se corrisponde all’uomo che lo possedeva. Le impronte del Dna saranno confrontate con i database delle persone sospette. Testimoni hanno riferito di un’auto con targa belga, il che lascia aperta l’ipotesi di un commando arrivato dall’estero, senza però escludere la presenza di terroristi locali. La scorsa settimana, sull’ autostrada fra Monaco e Salisburgo, la polizia aveva arrestato un uomo di 51 anni che nascondeva nel bagagliaio kalashnikov, bombe a mano ed esplosivo. L’uomo proveniva dal Montenegro. Secondo informazioni della radio “Bayerischer Rundfunk”, che la polizia non conferma, l’uomo era diretto a Parigi e sarebbe vicino al gruppo degli attentatori. Focus online, citando fonti della polizia, rivela che avrebbe taciuto durante gli interrogatori, rendendo difficili le indagini Sono almeno sei i luoghi – tutti affollati o comunque concepiti come punti di ritrovo – presi di mira venerdì sera dai terroristi che hanno messo sotto assedio Parigi, ripiombata nell’incubo terrorismo a meno di un anno dagli attacchi contro Charlie Hebdo e il supermercato kosher. L’uomo era stato arrestato il 5 novembre in Baviera durante un controllo di routine in autostrada e nell’auto erano stati trovate “molte mitragliatrici, pistole ed esplosivi”. Secondo Focus Online l’arrestato era un montenegrino che non ha risposto agli investigatori durante l’interogatorio e non ha voluto un avvocato difensore. La notizia non e’ stata confermata da un portavoce della polizia.L’ultimo bilancio aggiornato, 126 morti secondo diverse fonti di polizia, sembra inevitabilmente destinato a salire. La procura parla di “129 morti”.
BATACLAN: 82 morti Diversi uomini armati, volti scoperto, fanno irruzioni e iniziano a sparare, al grido di “Allah Akbar” (Allah è grande), nella sala concerti al Bataclan dove è in corso un concerto del gruppo rock americano Eagles of Death Metal. I terroristi prendono alcuni ostaggi per circa tre ore, poi il blitz delle forze di sicurezza. Almeno 82 le persone uccise.
STADE DE FRANCE: 4 morti Quasi in simultanea, si avverte una prima esplosione – intorno alle 21.20 – nelle immediate vicinanze dello Stade de France. Il presidente Francois Hollande, in tribuna per assistere alla partita amichevole di calcio Francia-Germania, è immediatamente evacuato, ingressi e uscite dello stadio vengono bloccati. Tre le esplosioni che in tutto si sentono nella vicinanze. Una persona perde la vita, oltre ai tre kamikaze che avevano causato le deflagrazioni.
RUE DE CHARONNE: 18 morti Nella zona Est della capitale, a rue de Charonne, 18 persone muoiono in quella che è descritta come una scena di guerra. Un uomo racconta di aver avvertito distintamente colpi di arma da fuoco per “due, tre minuti”, delle “raffiche”. “Ho visto tanti corpi a terra, insanguinati”, spiega. Un caffé e un ristorante giapponese sembrano l’obiettivo dei colpi.
RUE ALIBERT: almeno 12 morti Poco più a Nord, scoppia una sparatoria all’angolo di rue Bichat e rue Alibert, sulla terrazza del ristorante Le Petit Cambodge. Bilancio: almeno dodici i morti.
RUE DE LA FONTAINE AU ROI: almeno cinque morti A poche centinaia di metri dal Bataclan, a rue de la Fontaine au roi, la terrazza di una pizzeria, La Casa Nostra, è presa di mira. Cinque persone sono uccise da varie raffiche di una “mitragliatrice automatica”, secondo un testimone.
BOULEVARD VOLTAIRE: un morto Un attacco investe inoltre boulevard Voltaire, non lontano dal Bataclan. Muore l’attentatore suicida.
Il film degli attentati di Parigi si può leggere qui.

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