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Il focolaio di Coronavirus alla Garbatella (negato dalla Regione Lazio)

alessandrodamato|

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Una famiglia è risultata positiva al Coronavirus SARS-COV-2 e a COVID-19 in un palazzo occupato nel quartiere Garbatella a Roma. Ma secondo la Regione Lazio non si può ancora parlare di focolaio: “Nessun focolaio nello stabile di Garbatella – sottolinea la Asl Roma 2 -. La situazione è attenzionata dalla Asl, la famiglia con il minore positivo si trovano già presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro. Sono stati eseguiti i tamponi e i test sierologici a tutti i presenti della struttura e al momento la situazione è monitorata con la collaborazione delle Forze dell’ordine”.

Il focolaio di Coronavirus alla Garbatella (negato dalla Regione Lazio)

Ma lo stabile di piazza Attilio Pecile dove trovano riparo a centinaia senzatetto, stranieri, immigrati è a rischio perché 12 residenti sono risultati positivi:

Ebbene una famiglia di origine peruviana è risultata positiva al covid. Il piccolo della famiglia, di appena 7 mesi è stato ricoverato al centro covid Palidoro dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Positivi anche il padre, la madre e la sorella di 12anni. A preoccupare sono le condizioni dello stabile e la situazione igienico- sanitaria in cui vivono molti degli inquilini. Il palazzo è isolato e circondato dagli agenti del commissariato Colombo.

Per il momento, altre 8 persone sono state trovate positive, ma l’indagine epidemiologica va avanti. In tutto, però, nella struttura ci sono un centinaio di persone, una quarantina di famiglie in tutto. Circoscrivere il fenomeno non sarà così semplice: molti degli “ospiti” non sono tornati nello stabile, altri si sono resi irreperibili. Una vicenda che, una volta di più, riaccende il tema dei palazzi occupati, che possono  trasformarsi in una “bomba” epidemiologica.

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Coronavirus: i numeri del Lazio (Il Messaggero, 13 giugno 2020)

Gli agenti del commissariato Colombo, diretti da Isea Ambroselli, nel pomeriggio di ieri hanno transennato l’ex sede Asl dismessa e poi occupata dal 2013. Scrive Repubblica Roma:

Sono state trasferite anche le persone o i nuclei familiari che, all’interno dello stabile, devono dividere il bagno. Molti dei residenti del palazzo, quando sono iniziate le operazioni della Asl, erano fuori magari per lavoro: la polizia e la Asl ha aspettato il rientro per testarli tutti. È intervenuto anche il municipio con l’assessorato alle politiche sociali che si è subito attivato per la consegna di cibo e altri beni di prima necessità per i prossimi 14 giorni, il tempo in cui lo stabile resterà in isolamento. Nessuno potrà uscire, neanche per recarsi in farmacia.

Il focolaio del San Raffaele alla Pisana

La situazione dello stabile va ad incrociarsi con il focolaio del San Raffaele alla Pisana, dove i positivi trovati ieri sono pazienti e operatori già testati qualche giorno fa, all’esplosione del focolaio. Allora erano risultati negativi, ieri il risultato si è ribaltato, tanto che la Asl ha deciso di sottoporre ad esame, nei drive-in, tutti i pazienti dimessi a partire dal primo maggio e non soltanto dal 18 maggio come era stato in precedenza stabilito. Dalla Asl Roma 3 si apprende che “dai tamponi di controllo eseguiti ieri, a distanza di 5 giorni dalla prima tornata, sono emersi altri 16 casi positivi presso l’IRCCS San Raffaele Pisana: di questi 14 sono pazienti, tutti collegabili con i primi pazienti positivi nella struttura, e due sono operatori”

Una quarantina di pazienti del San Raffaele si trovano adesso allo Spallanzani. La struttura resta zona rossa: nessuno può entrare o uscire, tranne gli operatori sanitari e i medici che sono stati trasferiti dalla Asl in strutture alberghiere per evitare che un eventuale contagio si espanda a macchia d’olio all’esterno. I casi totali di ieri, in tutto il Lazio, compresi i 22 del San Raffaele, ma esclusi gli otto finora scovati in piazza Pecile, sono stati 27. 16 persone dei 22 casi del San Raffaele sono risultate positive al tampone di controllo: quello di qualche giorno fa erano negative. Le due donne morte ieri sempre per il cluster del San Raffaele sono una paziente di 89 anni proveniente dal San Raffaele Pisana e deceduta al Policlinico Gemelli e una donna di 82 anni anch’essa proveniente dalla struttura di Pisana e deceduta all’ospedale militare del Celio.

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Nel Lazio intanto l’indice di contagio è risalito rispetto alla scorsa settimana proprio a causa dei cluster. Nella Capitale la Asl Roma 1 registra 2 nuovi casi positivi di cui 1 riferibile al cluster dell’Irccs San Raffaele Pisana. Nella Asl Roma 2 non si registrano nuovi casi, la Asl Roma 3 ne ha 20 (16 riferibili al San Raffaele Pisana in trasferimento allo Spallanzani). Nella Asl Roma 5 si registrano 3 nuovi casi, alla Asl Roma 6 altri2 ,tutti derivanti dal cluster della Pisana. Quello dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma “e’ un focolaio che ci sta fortemente impegnando e che caratterizza il dato del Lazio”, spiega l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, al termine della videoconferenza della task-force regionale per il Covid-19 con i direttori generali delle Asl e Aziende ospedaliere e Policlinici universitari e ospedale Pediatrico Bambino Gesù. “Il focolaio – precisa Alessio D’Amato – ha raggiunto un totale di 99 casi positivi e 5 decessi correlati. Due i decessi nelle ultime 24 ore riferiti al cluster. Si tratta di una donna di 89 anni proveniente dal San Raffaele Pisana e deceduta al Policlinico Gemelli e una donna di 82 anni, anch’essa proveniente dalla struttura della Pisana e deceduta all’ospedale militare del Celio. L’indagine epidemiologica – continua l’assessore – andrà a ritroso a partire dal 1 di maggio e gia’ i primi 200 pazienti dimessi dalla struttura sono stati chiamati presso i drive-in per effettuare i test sierologici. L’attenzione resta altissima e i pazienti positivi sono stati tutti trasferiti”.

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