Economia

1600 euro l’anno: quanto ci costa il fisco locale

come lo stato spende le nostre tasse 1

Il fisco locale pesa in media per 1600 euro l’anno sulle tasche degli italiani. Ma con significative differenze territoriali tra Regione e Regione: il prelievo è più ampio in Campania, Lazio, Calabria, Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Molise e Puglia (gli enti locali che si trovano al di sopra della media), e di meno in altre regioni come Marche, Toscana, Veneto, Basilicata, Lombardia, Friuli Venezia-Giulia e Val d’Aosta. I numeri, rielaborati dal Sole 24 Ore del Lunedì, provengono dai report sulle «Economie regionali» della Banca d’Italia, in cui è ricostruito il prelievo 2017 su un nucleo familiare tipo, in riferimento ai Comuni capoluogo di provincia (si veda il grafico a lato). Prelievo che, nel complesso, si muove poco (-0,7% la media nazionale, a 1.670 euro). Sui dati incide certamente il blocco all’aumento dei tributi rispetto ai livelli del 2015, deciso dalla legge di Stabilità 2016 e poi confermato dalle leggi di Bilancio 2017 e 2018: ma lo stop non impedisce di rilevare variazioni “contrastate” nell’ultimo anno.

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Il fisco locale in Italia (Il Sole 24 ore, 27 agosto 2018)

In questa classifica rovesciata, dietro la famiglia campana – che patisce a livello più alto tutti i tributi tranne l’addizionale regionale sul gas metano, e paga il 4,9% del reddito medio – si ritrova il nucleo residente in Lazio (1.888 euro, 4,3% del reddito) e in Calabria (1.834 euro, 4,2%). Due zone dove, non a caso, risultano più elevati i tributi sul reddito, che pesano per il 2,6 e il 2,5%, contro il 2,3% delle Regioni a statuto ordinario. Seguono quindi la famiglia piemontese (prelievo di 1.800 euro) e quella siciliana (1.793 euro): a riprova del fatto che i dati sul fisco locale rimescolano – almeno in parte – la geografia italiana, e non si limitano a ricalcare una “facile” divisione tra Nord e Sud.

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