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Esperanza: la bimba di venti mesi uccisa dai genitori

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esperanza campo rom carbonia 1

«Di solito quando arriva una macchina della polizia si creano tensioni. Questa volta sembrava che non vedessero l’ora». Un poliziotto racconta così quello che è successo al campo rom di Carbonia quando gli uomini in divisa si sono presentati per portare via i genitori di Esperanza, accusati di aver ucciso e fatto sparire il corpo della figlioletta di venti mesi. Racconta Nicola Pinna sulla Stampa:

Lo sospettavano tutti nel campo rom di Cagliari e alla fine anche la polizia ha capito di dover indagare su un terribile omicidio. Perché Esperanza aveva soltanto 20 mesi e perché i genitori non hanno neanche raccontato dove sia finito il suo corpo. Hanno simulato un rogo e poi hanno raccontato di un possibile sequestro, tentando inutilmente di depistare le indagini. Papà Slavko e mamma Dragana, entrambi ventottenni, sono finiti in manette ieri mattina, ma su di loro la polizia concentrava i sospetti fin dall’antivigilia di Natale. Dal giorno che la casa-furgone in cui Esperanza viveva con gli altri quattro fratellini è stata avvolta dalle fiamme. Quella mattina i due giovani hanno detto agli investigatori la prima bugia, ma per smontarla son bastati pochi giorni di indagini.

Quando vigili del fuoco e polizia sono arrivati a Giorgino, una borgata di pescatori alla periferia della città dove la famigliola si era fermata per dormire, padre e madre hanno finto di essere disperati. E hanno detto che all’interno di quel furgone oramai incenerito era rimasta intrappolata la figlia più piccola. «L’abbiamo lasciata che dormiva e ci siamo allontanati per fare una passeggiata sul molo». Lacrime finte e messa in scena poco credibile.

esperanza campo rom carbonia

Ad aiutare la polizia, che purtroppo non ha ancora trovato il corpo di Esperanza, c’è qualche intercettazione. Poche parole, per di più difficili da tradurre, che però sono bastare a capire che la figlia di Slavko e Dragana era stata uccisa. Il perché si è capito ricostruendo i litigi che già a novembre i due giovani avevano avuto con gli altri componenti del campo in cui vivevano prima di trasferirsi nel furgone.

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