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L’aggressione ai manifestanti anti-Salvini a Bari e i militanti di Casapound in questura

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Circa trenta militanti di Casapound sono stati identificati in Questura dopo l’aggressione ad alcuni manifestanti che ieri sera hanno partecipato al corteo antirazzista sfilando nelle vie del quartiere Libertà di Bari. I militanti di Casapound erano davanti alla loro sede in via Eritrea e almeno cinque di loro avrebbero preso parte attivamente all’aggressione armati con mazze e cinghie.

L’aggressione di Casapound a Bari ai manifestanti anti-Salvini

Nello scontro sono rimasti feriti due ragazzi, entrambi ancora in ospedale. Uno di loro, l’assistente parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Forenza Antonio Perillo, ha riportato una ferita alla testa medicata con 9 punti di sutura e si sta sottoponendo ad una tac per verificare che non vi siano danni più seri causati dalle percosse subite.  Il corteo si era concluso da poco, quando alcuni manifestanti si sono allontanati e sono passati davanti la sede di Casapound da dove sarebbe partita l’aggressione. Tra i feriti l’assistente parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Forenza, che era stata al corteo.

eleonora forenza

«Antonio Perillo, 36 anni, il mio assistente è ora all’ospedale Mater Dei con trauma cranico. Ci hanno urlato: “ve ne dovete andare”», ha detto Eleonora Forenza europarlamentare tra le vittime dell’aggressione al termine del corteo contro Salvini. Forenza mostra il fazzoletto pieno di sangue che è servito a prestare i primi soccorsi a Perillo. Forenza spiega che l’aggressione è avvenuta nel quartiere Libertà quando il corteo era terminato e la gente rientrava. L’altro ferito è Claudio Riccio, già candidato di Leu alle politiche per Sinistra Italiana. Secondo l’agenzia Dire cinque militanti di Casapound sono stati identificati in Questura come gli autori del pestaggio.

La versione di Casapound

I militanti di Casapound, invece, sostengono di essere stati provocati e insultati e di aver reagito per questo. Gli isolati attorno alla sede del movimento di estrema destra erano presidiati dalle camionette della polizia fin dal pomeriggio, proprio per prevenire eventuali momenti di tensione. Ai manifestanti non era stato neppure consentito di passare in corteo da quella via, deviando il percorso. L’aggressione, però, è avvenuta quando la manifestazione era ormai terminata.

Su Facebook Gianni Perilli, presente alla manifestazione, fornisce una versione ancora differente dei fatti: “Un gruppo di attivisti di destra ha fatto irruzione in Piazza Redentore durante un concerto autorizzato che doveva chiudere la manifestazione antifascista al quartiere Libertà. I provocatori si sono poi rinchiusi nella sede di CasaPound, in Via Crisanzio angolo Eritrea. La polizia sta proteggendo la sede, mentre i ragazzi attendono fuori l’uscita dei provocatori”.

Simone Di Stefano, leader di Casapound, su Facebook scrive che i militanti di Casapound sono stati aggrediti per primi. Più articolata la versione di Casapound Bari:

A seguito del corteo “mai con Salvini” che si è tenuto a Bari nel quartiere libertà ad un chilometro di distanza dalla sezione di Casapound italia Bari, dopo le promesse di assalto già preannunciate nel corso della settimana sui vari social network, un gruppo sostenuto di persone che avevano preso parte allo stesso, a corteo terminato da tempo ha aggirato i controlli delle forze dell’ordine sbucando nella via dove é ubicata la sede di CasaPound Italia Bari, con il chiaro intento di assaltare la sede ed i suoi militanti. Fortunatamente sono stati respinti dai nostri militanti, che presidiavano per evitare vandalismi.

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