Economia

Il documento programmatico del governo all'Europa «nascosto» in Italia

In Italia il ministero dell’Economia non l’ha ancora pubblicato, ma il documento programmatico è già sul sito della Commissione Europea, in pdf e facilmente scaricabile.
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In esso sono contenute le considerazioni di Padoan sulla Legge di Stabilità 2015, appena varata ieri sera dal governo. Il documento però è l’occasione per comprendere meglio la strategia italiana nei confronti della Commissione Europea all’interno di questa partita di bilancio che attraverserà tutti i paesi. La curiosità è che sui siti del governo, finora, non c’è nulla di nulla a proposito del documento. Ed è strano, visto che contiene molti spunti di discussione nei confronti della politica europea di bilancio. E anche qualche chicca.
 
IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DEL GOVERNO ALL’EUROPA
Intanto, queste sono le previsioni ufficiali e definitive di Padoan per il debito/Pil negli anni a venire. Padoan fa sapere che la crescita del prodotto interno lordo prevede un -0,3% nel 2014, un +0,6% nel 2015 e un approdo all’1,4% nel 2018, al lordo dell’effetto delle riforme promosse nella Legge di Stabilità. Nella tabella seguente, invece, gli effetti sul debito/PIL delle riforme strutturali.
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Molto interessanti sono poi le tabelle che spiegano l’impatto delle riforme della pubblica amministrazione, della giustizia e del mercato del lavoro sulla crescita.


 
Un’avvertenza prima di leggere le tabelle: Padoan chiama Trend Scenario l’impatto delle riforme già approvate, Planned Scenario invece l’impatto delle riforme che verranno approvate nel prossimo futuro. Quindi questo significa, ad esempio, che l’impatto massimo sull’occupazione delle riforme del mercato del lavoro stimato dal governo Renzi è 0,4. Nel documento si afferma che la stabilizzazione del lavoro attraverso i contratti porta, citando una ricerca di Boeri e Garibaldi, ad un aumento di produttività (e dei consumi). Interessante deduzione, nel momento in cui si riformano i contratti stabili per farli diventare un po’ meno stabili. Un altro aspetto molto interessante del documento, e questa è la parte più politica anche se si parla di tecnicalità, è quello che riguarda la contestazione da parte del governo degli strumenti per l’analisi dei bilanci dei singoli paesi, di cui parla Mario Sensini sul Corriere della Sera:

La Ue, dice Padoan, stima una caduta della crescita potenziale italiana, dopo il 2008, inverosimile, eccessiva. Sarebbero dati da prendere con estrema cautela, e invece hanno conseguenze politiche rilevantissime. Adottando stime un po’ più realistiche, dice il Tesoro, l’Italia potrebbe essere tecnicamente già in pareggio strutturale di bilancio daL 2012, e avere oggi un surplus strutturale di quasi il 2%. Non è solo un problema di statistiche. Il rischio vero è quello di indurre un paese a fare una politica pro-ciclica, accentuando gli effetti del ciclo economico negativo. Di farlo avvitare, appunto. E se poi fossero giuste le analisi della Ue, per cui l’impatto della crisi ha davvero mutato radicalmente il quadro, riducendo in modo così forte il potenziale di crescita, dice Padoan,

Qui il gioco si fa duro, nel senso che la contestazione del Tesoro andrà a scontrarsi con il lavoro di uffici studi e istituzioni che avranno molte frecce al loro arco per ribattere. Paradossalmente, però, questa è la considerazione più politica che esce dal documento. Perché saranno argomenti come questi alla base dell’analisi dell’Europa. E di un’eventuale promozione o bocciatura.