Economia

Detrazioni fiscali, sgravi ridotti dal 19% al 15%

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Per le detrazioni e le deduzioni fiscali potrebbe essere l’ultimo giro di giostra. Il Corriere della Sera annuncia che il governo ha intenzione di mettere le mani sul dossier allo scopo di trovare le risorse per varare la flat tax e il reddito di cittadinanza.

A riportare sul tavolo del governo il riordino delle agevolazioni fiscali è la necessità di affrontare una legge di Bilancio che, anche se per gradi, punta a far partire due riforme ambiziose come la Dual Tax e il reddito di cittadinanza. Fermo restando l’obiettivo, più volte ricordato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, di garantire l’equilibrio dei conti, di non far schizzare il deficit, di far scendere il debitopubblico.

Insomma di evitare di andare alla guerra con Bruxelles e non prestare il fianco alla speculazione, con lo spread che continua a dare i suoi segnali. Una delle ipotesi prese in considerazione dai tecnici che stanno studiano la questione è un taglio orizzontale delle agevolazioni. Oggi lo sconto arriva al 19%, l’ipotesi è farlo scendere al 15%. Magari salvando solo alcune detrazioni e deduzioni considerate socialmente sensibili,come le spese sanitarie o gli interessi sul mutuo della prima casa.

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Detrazioni e deduzioni nel fisco italiano (Corriere della Sera, 5 agosto 2018)

Un taglio orizzontale, quindi. Uguale (quasi) per tutti. Che avrebbe il vantaggio di evitare la reazione delle singole categorie «punite» da un taglio selettivo, come ad esempio la soppressione dello sconto sul gasolio per gli autotrasportatori che con ogni probabilità farebbe scattare una protesta dei camionisti in grado di bloccare il Paese.

Il taglio orizzontale, però, non porterebbe in dote grandi risparmi: lasciando fuori le voci socialmente sensibili si faticherebbe ad arrivare al miliardo di euro. Per questo si valuta la possibilità di sopprimere del tutto alcuni sconti. Non è impossibile perché la commissione per le spese fiscali istituita dal ministero dell’Economia ha contato 22 voci con effetti fiscali trascurabili e altre 152 con costi che non sono neppure quantificabili.

Una, in particolare, sembra avere il destino segnato: è l’agevolazione per la ristrutturazione delle piscine domestiche, con la possibilità di detrarre le spese sostenute con il meccanismo delle detrazione Irpef al 50% e un tetto di 96 mila euro. Una mossa che sarebbe facilmente «spendibile» sul piano politico.

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