Economia

DEF, doppia spinta al debito pubblico

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Mentre il MoVimento 5 Stelle e la Lega litigano sulla flat tax, a breve arriveranno i dati Istat con gli ultimi numeri sul debito, che dovranno tener conto dell’allargamento della Pubbica Amministrazione imposto da Eurostat includendo nel conto Rete ferroviaria italiana, Ferrovie Nord e una serie di finanziarie regionali (Piemonte e Lombardia oltre a Val d’Aosta, Trentino e Abruzzo). Spiega Gianni Trovati sul Sole 24 Ore:

Le nuove cifre determineranno un’altra spinta al rialzo del rapporto debito/Pil, già indicato in crescita nel 2018 (per lo 0,3% a causa dell’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro) e nel 2019; perché oltre al Pil reale scende anche l’inflazione e quindi si allarga la distanza fra crescita nominale e tassi d’interesse. Quando il costo implicito del debito supera la crescita nominale so ha un aumento “automatico” del debito/Pil, che le bozze fissano al 132,6% per quest’anno ma che nei testi finali potrebbe lievitare ancora per i dati Istat.

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Flat tax, lo scontro (Il Sole 24 Ore, 9 aprile 2019)

È lo stesso governo a spiegare nelle bozze del Def che «la regola di riduzione del debito nel 2018 non è stata osservata in nessuna delle sue configurazioni». E il nuovo incremento non aiuta, anche perché la dinamica tiene conto del maxi-piano di privatizzazioni da 18 miliardi, a cui si aggiungerebbe un altro pacchetto da quasi 6 miliardi nel 2020. Sfide complicatissime. Anche se il governo spera nella «sostanziale compliance del programma di finanza pubblica» con il braccio preventivo del Patto di Stabilità» che «dovrebbe costituire un fattore rilevante per la valutazione».

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