Economia

Autocertificazioni, cambio di residenza e certificati: cosa cambia per i cittadini con il decreto Libera Italia

Giovedì in Consiglio dei ministri. Per un anno affidamento diretto sui lavori sotto i 150 mila euro

Il Decreto Libera Italia dovrebbe arrivare giovedì in consiglio dei ministri. Al di là del nome piuttosto pomposo, porterà con sé norme di cosiddetta “semplificazione” e la bozza, che dovrebbe arrivare giovedì in Consiglio dei ministri e che è ancora esposta a modifiche, è composta di 48 articoli. “Semplificazioni del sistema Italia” o “Libera Italia”, sono le formule con cui è
stata per ora battezzata. Le norme più importanti riguardano appalti e sburocratizzazione, spiega oggi Repubblica:

Due sole modalità, valide per un anno fino al luglio del 2021, invece delle cinque soglie attualmente esistenti per gli appalti. Sotto i 150 mila euro non ci sarà la gara e si procederà con l’affidamento diretto (fino ad oggi la soglia esente era 40 mila euro). Sopra questa cifra sarà adottata la procedura negoziata, cioè una trattativa privata con la consultazione di almeno cinque operatori e indagini di mercato. Resta salvo che sopra il limite dei 5 milioni scatta la gara pubblica europea.

Due norme mirano a rassicurare e spronare i funzionari pubblici a prendersi la responsabilità di firmare lavori e provvedimenti. La prima rende meno stringente la fattispecie dell’abuso di ufficio: oggi c’è un generico divieto di violare leggi o regolamenti; con la riforma si terrà conto anche di quanti margini di discrezionalità sono attribuiti al funzionario pubblico. L’altra questione è il danno erariale: oggi investe la colpa grave con il decreto viene limitato al dolo. «Si cura il termometro e non la febbre», è la reazione critica di Luigi Caso, presidente dell’associazione magistrati della Corte dei conti.

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Il decreto Libera Italia (La Repubblica, 30 giugno 2020)

Poi ci sono le norme sulle autocertificazioni e sull’identità digitale:

Si prevede l’accesso a tutti i servizi digitali tramite Spid, identificativo informatico, e tramite AppIO valida sul telefonino, sul quale si potranno anche produrre autocertificazioni. Si pianifica l’allargamento della Pec, la posta elettronica certificata, con la quale la pubblica amministrazione potrà comunicare conil cittadino. Il cambio di residenza da un Comune all’altro avrà effetto immediato a livello anagrafico, mentre notai, questure e altre amministrazioni dello Stato saranno messe in condizione di scambiarsi gli atti tra loro senza l’intervento del cittadino (matrimoni, liste elettorali ecc.). Semplificazioni anche per carte d’identità e patenti di guida. Le amministrazioni pubbliche, infine, avranno l’obbligo di sviluppare i propri sistemi per favorire lo smartworking.

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