Economia

Scuola, il decreto per il concorso salva-precari

Il decreto per il concorso salva-precari è stato approvato ma la maggioranza continua a litigare sul tema. Il decreto che, nell’intenzione del ministro all’istruzione Bussetti, avrebbe dovuto rappresentare un sospiro di sollievo per migliaia di precari storici e per tutti quei supplenti che insegnano senza l’abilitazione, si è rivelato in realtà un testo su cui la maggioranza si spacca.

Scuola, il decreto per il concorso salva-precari

Ieri i ministri Bongiorno e Bussetti hanno firmato una nota congiunta dove si dà la cosa per fatta annunciando l’assunzione «a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo». Inoltre sarebbe stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata, spiega oggi Il Messaggero:

Ma il testo non è ancora pronto per la firma del Capo dello Stato per le resistenze grilline. Il decreto leghista era già slittato di una settimana. Un posticipo legato alla necessità di limitare il tempo perduto a ridosso della pausa estiva del parlamento. Ma per i sindacati il timore era quello di vedere saltare tutto e per questo hanno già messo in cantiere uno sciopero in autunno. Tanto che ieri hanno protestato i sindacati, convocando una conferenza stampa in piazza Montecitorio, per dire la loro. Tante le sigle sindacali sul piede di guerra, presenti ieri: Flc Cgil, Cisl, Fsur, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda. Hanno rivendicato l’accordo del 24 aprile scorso su cui mise la firma non solo il ministro Bussetti ma anche il premier Conte.

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Scuola, il decreto per il concorso salva precari (Il Messaggero, 7 agosto 2019)

La battaglia è tutta sui punti salienti del decreto che prevede appunto percorsi abilitanti speciali, i Pas, per chi ha un’anzianità di servizio come supplente ma non ha mai avuto la possibilità di prendere l’abilitazione all’insegnamento e quindi resta fuori dalle assunzioni. Si tratta dei docenti che hanno maturato almeno 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni. Per la prima volta i percorsi abilitanti saranno aperti anche ai dottorati di ricerca.

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