Economia

Cosa succede alle seconde case con l'abolizione di IMU e TASI?

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Cosa succede alle seconde case con l’abolizione di IMU e TASI? La settimana scorsa segnalavamo che l’abolizione di TASI e addizionale, così come è stata pensata dal governo Renzi, porterà anche a uno sconto importante sulle seconde case. Il motivo è presto spiegato: l’addizionale dello 0,8 per mille che veniva caricata su prime o seconde case dai comuni per finanziarsi finiva, per 460 comuni tra cui Roma e Milano, sulla seconda abitazione. La legge di stabilità 2016 cancella sia la TASI che l’addizionale, “scontando” così pure alle seconde case e ai negozi l’importo totale nelle città che la applicano. Si parla di 142 euro all’anno a Roma e 128 a Milano, secondo i calcoli del Dipartimento Politiche Territoriali della UIL citati oggi da Repubblica, mentre per la prima casa si risparmiano a Roma e Milano rispettivamente 391 e 300 euro. Insomma, 500 euro in meno di tasse per i romani e 428 per i milanesi.

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L’infografica del Corriere della Sera su chi paga oggi la TASI (8 settembre 2015)

Cosa succede alle seconde case con l’abolizione di IMU e TASI?

Ma c’è un però. Questo meccanismo costerebbe circa 350 milioni di euro, spiega oggi il quotidiano di Ezio Mauro, di buco nel bilancio oltre ai 5 miliardi che costerà complessivamente l’abolizione della prima casa. Quindi il buco dovrebbe essere coperto e bisognerebbe trovare il modo per farlo. Oppure si può modificare l’impianto della legge e permettere ai comuni di usare l’addizionale, che però a questo punto finirebbe per superare i massimali e i primi cittadini si troverebbero a dover fronteggiare l’inasprimento sui proprietari a fini elettorali in un anno nel quale è previsto il voto a Roma, Milano, Napoli. A parte le ridicole verità dell’Unità sulla Tasi, dunque, il problema di fondo rimane e bisognerà prendere una decisione politica per risolverlo. Decisione che potrebbe intersecarsi con quella sulle prime case di lusso. Soprattutto per quanto riguarda l’abbattimento delle tasse su ville e castelli. Una scelta poco costosa (circa 80 milioni) ma politicamente significativa soprattutto all’interno della stessa sinistra. Anche perché con la nuova norma l’effetto di risparmio maggiore sarà per chi viveva in case di lusso che oggi non pagano più l’Imu o la Tasi. L’effetto della Legge di Stabilità è stato sintetizzato ieri nei calcoli e nelle infografiche della CGIA di Mestre pubblicati da Repubblica in un articolo a firma di Valentina Conte. Per le famiglie che non navigano nell’oro e vivono di stipendi e pensioni nella media, in case di proprietà dignitose, i risparmi si aggirano tra 20 e 30 euro al mese. Se invece si considerano le partite Iva e i professionisti, il discorso cambia e il beneficio può salire oltre 100 e 200 euro mensili. A fare da padrona, nel listino del taglio delle tasse per le famiglie è ovviamente l’abolizione della Tasi (e pure dell’Imu per le magioni di lusso). Il piatto forte per le imprese è invece il super-ammortamento sui nuovi macchinari e il guadagno potenziale veleggia attorno ai mille euro annui, poco più di 80 euro al mese.
quanto vale la manovra 1
Nel dettaglio, come vediamo dalle infografiche, la famiglia ideal-tipo composta da un pensionato con 12mila euro di euro lordo e modesta casa di proprietà avrà a disposizione 217 euro all’anno, pari a circa 18 euro al mese. Un lavoratore del pubblico impiego risparmierà dalla Tasi, prenderà più soldi dal rinnovo contrattuale (7 euro al mese) e risparmierà qualcosa per il canone Rai, per un totale annuo di 337 euro.
quanto vale la manovra 2
Una partita IVA in regime dei minimi con reddito forfettario pari a tredicimila euro avrà un beneficio annuo importante dei contributi previdenziale e un risparmio totale pari a 1400 euro l’anno; tutta un’altra vita per il libero professionista con reddito lordo di 140mila euro e villa di proprietà, che porterà a casa 2851 euro l’anno, 235 euro in più al mese.
 

L’effetto della Legge di Stabilità 2016 sulle tasche degli italiani

L’Italia chiede alla Ue per il 2016 un ulteriore 0,1% di flessibilità rispetto agli obiettivi di medio termine (Mto) “sulla base delle riforme strutturali realizzate, come la legge sulla bancarotta e quella sul trattamento fiscale dei prestiti bancari in sofferenza. L’obiettivo e’ quello di rafforzare la crescita a medio termine”. Lo scrive il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nella lettera di presentazione inviata al Commissario Ue Moscovici, che allega il ddl stabilita’. Padoan sottolinea anche “l’importante riforma istituzionale appena approvata dal Senato”. Naturalmente l’Italia usera’ la flessibilita’ gia’ prevista dalla Ue per le riforme strutturali e per gli investimenti. L’Italia chiede anche l’attenzione della Ue su come “la crisi dei rifugiati” possa incidere sulla spesa pubblica e quindi sul patto di stabilita’ e Crescita. Padoan si dice pronto a fornire “ulteriori informazioni e dettagli aggiuntivi” sulle risorse finanziarie necessarie per far fronte allo “straordinario” afflusso di migranti sul territorio italiano. Oltre alla lettera, Padoan ha inviato a Moscovici il Documento Programmatico di Bilancio 2016, il comunicato del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre scorso, che ha approvato il ddl di stabilita‘ 2016, il bilancio di previsione per l’anno finanziario 2016 e il bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018. Nel documento programmatico di bilancio 2016, inviato alla Ue, le cifre fondamanetali prevedono un rapporto deficit/pil del 2,6% nel 2015 e del 2,2% nel 2016 (nel 2014 era al 3%). Un rapporto debito/pil del 132,8% nel 2015 che potrebbe scendere nel 2016 in una forchetta tra il 130,9% e il 132,6% (nel 2014 era al 132,1%). E’ prevista una crescita del pil dello 0,9% nel 2015 e dell’1,6% nel 2016.

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